Solo il 10% risultano fondate.
Segnaliamo alcuni link che portano alla luce una pratica oramai non più solo italiana, semplicemente una prassi purtroppo sempre più consolidata che consiste nel denunciare falsi abusi. Lo scopo: ottenere l’allontanamento dell’altro genitore per beneficiare di una esclusività frequentativa del minore. Lo scopo, premeditato, risulta essere ad appannaggio quasi esclusivamente femminile così almeno sostanziano i numeri. Lo sdegno è tanto perchè ci porta su un terreno di lotta fra i sessi, un terrreno davvero “basso”, uno spazio dove si tende a screditare un ruolo e di elevare l’altro, come se i figli fossero cosa solo di una delle due parti, come se vi fossero da mantenere delle precedenze biologiche legate al sesso e ruolo, con protagonisti di basso profilo convinti di farla sempre franca. La pratica della dichiarazione di abusi sessuali o di altro genere, se risulta faziosa viene ovviamente colpita dalla legge, ma nel frattempo ( ed è un lungo frattempo…) gli effetti sono devastanti.
Si sostanzia dagli esiti di queste accuse strumentali che solo il 10% risultano fondate, lo dichiara anche Maria Grazia Giorgis e questo la dice lunga. Si vuole creare un terreno utile a bloccare una relazione fra un padre ed i suoi figli, anche laddove la legge non ha sentenziato in tal senso. Da alcuni centri antiviolenza per giungere a consulenza legali sempre sul filo del rasoio i suggerimenti diretti a questa pratica “illegale” sono oramai alla luce del sole anche per la magistratura. Ci viene da chiedersi quale sia il valore aggiunto per i bambini e se effettivamente ne escano avvantaggiati da queste pratiche infamanti. La parola d’ordine pare sia “Beneficio Esclusivo e Vantaggi Economici” che certi ex coniugi cercano ad ogni costo in seguito alla separazione o al divorzio ! Ci vergognamo a pensare che questa sia una pratica consolidata e sempre rivolta verso ad un solo “sesso”, perchè parrebbe far luce sul fatto che l’infamia sia una prerogativa quasi esclusivamente femminile. Visto i numeri, ecco una realtà davvero sconsolante. La nostra lotta per la bigenitorialità richiede profili umani più alti e meritevoli di essere considerati genitori da qui lo sdegno profondo verso chiunque, sia disposto a calpestare l’altro per ottenere benefici esclusivi che con gli interessi dei nostri bambini non hanno nulla a che vedere. La realtà dei fatti è a portata di Click :
Si sostanzia dagli esiti di queste accuse strumentali che solo il 10% risultano fondate, lo dichiara anche Maria Grazia Giorgis e questo la dice lunga. Si vuole creare un terreno utile a bloccare una relazione fra un padre ed i suoi figli, anche laddove la legge non ha sentenziato in tal senso. Da alcuni centri antiviolenza per giungere a consulenza legali sempre sul filo del rasoio i suggerimenti diretti a questa pratica “illegale” sono oramai alla luce del sole anche per la magistratura. Ci viene da chiedersi quale sia il valore aggiunto per i bambini e se effettivamente ne escano avvantaggiati da queste pratiche infamanti. La parola d’ordine pare sia “Beneficio Esclusivo e Vantaggi Economici” che certi ex coniugi cercano ad ogni costo in seguito alla separazione o al divorzio ! Ci vergognamo a pensare che questa sia una pratica consolidata e sempre rivolta verso ad un solo “sesso”, perchè parrebbe far luce sul fatto che l’infamia sia una prerogativa quasi esclusivamente femminile. Visto i numeri, ecco una realtà davvero sconsolante. La nostra lotta per la bigenitorialità richiede profili umani più alti e meritevoli di essere considerati genitori da qui lo sdegno profondo verso chiunque, sia disposto a calpestare l’altro per ottenere benefici esclusivi che con gli interessi dei nostri bambini non hanno nulla a che vedere. La realtà dei fatti è a portata di Click :
http://www.bandofbroth.altervista.org/php5/index.php?title=Nel_nome_del_padre
http://www.youtube.com/watch?v=qsf8CadH2jA
http://www.youtube.com/watch?v=bQss-INS4cw
http://www.youtube.com/watch?v=vuKGgdE0W48
Roberto Castelli
