Per questo viene, di prassi, quantificato nel doppio di ciò che una famiglia normale spende per i figli
L’assegno di mantenimento in favore dei figli adolescenti può essere aumentato senza la prova delle maggiori necessità dei minori che sono connaturate alla fascia di età.
Lo ha sancito la Corte di cassazione che, con la sentenza n. 12974 del 24 luglio 2012, ha respinto il ricorso di un professionista che chiedeva la riduzione dell’assegno di mantenimento in favore delle due figlie, una quattordicenne e l’altra sedicenne, aumentato dal giudice senza nessuna prova, da parte della ex moglie, della aumentate necessità delle ragazze.
Sul punto la prima sezione civile ha motivato che «il giudice, riguardo ai figli può provvedere anche a di là delle richieste delle parti e potrebbe assumere mezzi di prova, anche d’ufficio. Dunque egli ben può ricorrere a presunzioni, secondo quanto comunemente accade, precisando che le esigenze di due ragazze di sedici e quattordici anni sono sicuramente più ampie e articolate rispetto a quelle di due bambine di sette e cinque, quali erano all’epoca della separazione [epoca in cui l’assegno venne già quantificato nel doppio di quanto realmente occorrente – ndr]. E correttamente la Corte di merito richiama le esigenze di studio, di svago, la vita di relazione».
È il coniuge obbligato all’assegno, semmai, tenuto a fornire la prova contraria.
Fonte: www.cassazione.net

occorre fondare un partito,ovvero il "partito padri separati",con un bacino potenziale enorme di voti,unico modo per poter cambiare questa assurda situazione…non vedo altre soluzioni..