Dopo una tradizione secolare (marito consegnava stipendio alla moglie), il comportamento inverso va considerato “violenza”

Rischia l’addebito della separazione il marito padrone che si fa consegnare dalla moglie lo stipendio per gestire da solo tutto il menage familiare.
È quanto affermato dalla Corte di cassazione che, con la sentenza n. 26379 del 7 dicembre 2011, ha respinto il ricorso di un ex marito al quale i giudici avevano dato l’addebito della separazione perché aveva vessato per anni la moglie, togliendole, fra l’altro, lo stipendio.
Rispolverando vecchi principi la prima sezione civile di Piazza Cavour ha sottolineato che «ove i fatti accertati a carico di un coniuge costituiscano violazione di norme di condotta imperative ed inderogabili – traducendosi nell’aggressione a beni e diritti fondamentali della persona, quali l’incolumità e l’integrità fisica, morale e sociale dell’altro coniuge, ed oltrepassando quella soglia minima di solidarietà e di rispetto comunque necessaria e doverosa per la personalità del partner — non solo integrano violazioni talmente gravi dei doveri nascenti dal matrimonio da fondare, di per sé sole, non solo la pronuncia di separazione personale, in quanto cause determinanti la intollerabilità della convivenza, ma anche la dichiarazione, della sua addebitabilità all’autore,di esse, ma inoltre, sono insuscettibili di essere giustificati come ritorsione e reazione al comportamento di quest’ultimo e si sottraggono anche alla comparazione con tale comportamento, la quale non può costituire un mezzo per escludere l’addebitabilità nei confronti del coniuge che quei fatti ha posto in essere.
Fonte: www.cassazione.net
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