“Un taxi chiamato Desiderio”


Bologna – Il primo taxi in Italia a parlare di Bigenitorialità. La necessità è quella di diffondere questa parola piena di significati.

Una parola che molti non vogliono pronunciare perché temono rivoluzioni la società. (la società è una rivoluzione continua).. Tutti sanno che la conoscenza passa attraverso al processo di appropriazione di concetti e di parole, ecco che la missione di rendere le persone consapevoli e permettere l’inserimento nel linguaggio comune della parola Bigenitorialità diventa molto importante, è una parola difficile e sconosciuta a coloro che non sono separati con figli, ma è anche l’occasione per aprire un dibattito “on the road” con tutti.

Bigenitorialità significa la genitorialità “residua” ed amministrata così difficilmente dopo la separazione coniugale. Difficile dire questa parola e ancora di più pensare che c’è chi rema contro al fatto che i genitori siano due !.
Difficile non certo per mancanza di volontà dei genitori, ma per le condizioni a cui viene sottoposta la relazione padri – figli (grazie al lavoro di massiccio filtraggio e progressivo ostacolamento eseguito come spesso accade, grazie a servizi sociali, mediatori famigliari, avvocati, psicologi, magistrati, e chi più ne ha più ne metta), come se la separazione avesse la sua radice malata nella figura del papà e questo come un virus andasse staccato da ciò che rimane della coppia genitori e figli, salvaguardando madre e figli come unità inscindibile e indiscutibile, almeno nel 90% dei casi! Razionando con estrema cura e chirurgica intenzione, la frequentazione padre-figli. La nota è polemica perchè Bigenitorialità è il percorso che ci auguriamo diventi la prassi per il futuro, il vero balzo in avanti che la nostra società dovrebbe adottare come ineluttabile ed ovvia conseguenza di una separazioen fra persone “adulte” e “mature” davanti al destino dei loro figli. La Bigenitorialità sarebbe sempre possibile se due genitori potessero essere i primi a comprendere che la relazione adulti-figli è altra copsa da quella genotore-genitore, e la relazione genitori – figli guadagnerebbe una serenità che darebbe i suoi massimi benefici proprio ai bambini che vedrebbero sopravvivere la loro relazione con le figure di riferimento più importante che possiedono da quando sono nati.

Bigenitorialità è anche una parola non nata dalla fantasia ma implicitamente contenuta in una legge (l.54/2006, affido condiviso dei minori) una legge nata per dare risposte al proseguimento della relazione figli-genitori, Bigenitorialità è un atteggiamento etico, dignitoso che parla di stabilizzazione di affetti e cura per i nostri figli, cosa ben diversa dall’atto separativo fra gli adulti…anzi..proprio l’opposto.
Cosa diversa è l’interpretazione che i tribunali danno della legge. ..scritta dal legislatore per consentire ai bambini di non perdere alcun genitore, ma che la pigrizia e la conveniente abitudine dei magistrati (e non solo loro!) nel ritenere i figli “cose per sole donne” annullano e vanificano.

La società cambia ed i ruoli sono cambiati da anni, i papà sono ben diversi dal passato e come tutti sanno la cura dei figli è un piacere ed un dovere se i figli si amano. Ma come metterlo in pratica se il sistema “tribunali e istituzioni” fa finta di nulla e continua ad attribuire tempi di permanenza coi figli sbilanciatissimi e spesso così esigui da pregiudicare il ruolo dei papà?! Come aprire quella roccaforte costituita da mattoni pregiudizievoli tenuta in piedi da chi la legge la amministra?
Cercando di aprire dibattiti e portando sulla bocca di tutti la parola Bigenitorialità! In primis ai genitori senza ombra di dubbio ! Alla gente comune che passa per la strada.

Un taxi anche per sensibilizzare l’opinione pubblica, evidenziando che esiste una sorta di malcostume che basa la sua sopravvivienza nell”ignoranza ma anche nella certezza che esiste una illeggittima interpretazione della legge sull’ affido condiviso che assolutamente vanifica il concetto dell’equa frequentazione di entrambi i genitori e dei rispettivi parenti, nonni zii cugini.
Occorre difendere il diritto dei minori a non perdere i loro genitori, senza far differenze, ma anche aiutare chi si batte per non perdere il proprio ruolo genitoriale, anche se costantemente vilipesi da sentenze socialmente disgraganti. Occorre tutelare anche i Nonni, i grandi esclusi da queste sentenze e dlala potestà e conseguente possessiva gestione concessa sempre e solo ad un genitore.

Sempre più spesso le sentenze che di condiviso portano solo il nome, non temono nemmeno più di essere “scoperte”, infatti celano malamente affidi pressochè esclusivi. e così si apre una frattura fra la società e chi vorrebbe guidare la società con sentenze “punitive” ed una percezione assolutamente scollata dalla società che gli vive attorno. In iran scendono in piazza dando fuoco a palazzi per indicare che vi sono brogli, mentre noi scendiamo in strada per denunciare con un taxi la nostra battaglia dei diritti dei minori, è civiltà la nostra?

Difficile dire ad un genitore che non è un buon genitore! Oggi che i figli li fanno tutti… oggi che importiamo migliaia di figli dal terzo mondo, oggi che facciamo ancora differenze fra i figli nati da coppie sposate e coppie conviventi.
Oggi che per vivere, in famiglia lavorano uomini e donne ed i ruoli sono “interscambiabili” ed in casa per necessità occorre esserci in due in tutte le pratiche famigliari.

E chi lo va a dire ai nostri giudici che la società è cambiata e loro sono al palo…intenti a trattenere allo stesso palo folle crescenti di genitori, legislatori e politici con la loro visione scollata e altrettanti spesso sbrigativa e routinaria?
Abbiamo solo la speranza che nella gente si produca un intimo processo culturale, che TUTTE le coppie la smettano di litigare per i figli allo scopo di ottenere esclusività e vantaggi pratici, che vengano messe all’indice le persone che adottano questo disdicevole metodo funzionale solo ad ottenere vantaggi dalla separazione coniugale, ma anche che la legge la smetta di prestarsi a questi giochini di bassa lega e che i nostri politici siano cosi veloci e bravi da cogliere quello che serve; un cambiamento ed una riscrittura più vincolante della legge sull’affido condiviso, affinchè il giudice non sia più investito del compito di fantasticare nell’interpretazione, ma venga guidato nell’applicazione, senza estro creativo.

Bigenitorialità oggi ha un significato di ricchezza parla di genitori che CI SONO, non di genitori assenti! Genitori che non dovrebbero essere ostacolati per rimanere accanto ai figli, che interesse otteniamo nel mettere al mondo figli destinati con alta probabilità a divenire orfani perchè deciso da terzi? Pergiunta orfani di genitori vivi. Ma nemmeno produrre figli che verranno poi affidati a istituzioni costose ed extrafamigliari. La cultura della genitorialità deve divenire sempre più una cosapevolezza, e sempre meno un fatto inevitabile.
Non è forse un bene che nella maggiornaza dei casi il minore non perda i suoi genitori che lo amano entrambi ? Il perdurare del desiderio ad essere genitori dopo la separazione, è anche un importantissimo segnale di una società che cresce ed ha il sapore della responsabilità, e della società che si evolve. Non si evolve invece chi litiga strumentalmente o per incapacità…. e se il sistema non remasse contro, avremmo fin dalla partenza regole chiare sulle quali fare i conti, e nessun genitore penserebbe più ai figli come veicolo di vendetta verso l’altro coniuge o come “chiave” per accedere in esclusività alla casa coniugale, e l’altro coniuge? … alla caritas a dormire o in una stanzetta di 7 metri quadri!

Oggi nella maggioranza dei casi i papà vengono, marginalizzati ed utilizzati solo per pagare il duro prezzo dell’assenza imposta nella frequentazione coi figli, in sparuti casi accade anche alle madri, ma è indiscusso protagonista il papà con percentuali talmente alte ed esclusive soprattutto laddove è onorato dell’incarico di mantenere in vita un impegno economico per il mantenimento dei figli (legittimo ma non a queste condizioni) e reso protagosita di “VAGABONDAGGIO” grazie all’espropriazione di default della casa coniugale spesso acquistata da lui stesso.

Amare i figli oltre il matrimonio oggi è un impossibile calvario.
Calano i matrimoni? la famiglia nel senso tradizionale del termine si sfascia? Aumentano i casi di bullismo e violenza minorile? Aumentano i casi di violenza famigliare? Forse la risposta è già fra le righe.

Ogni strada è utile per diffondere la Bigenitorialità, ed ora possiamo certamente dirlo con questo taxi. Amare i figli è cosa buona e giusta, ma anche educarli ! e questo lo si fa in due, non da soli ! Due genitori per ogni figlio e tutti i suoi nonni e parenti accanto.
Bigenitorialità: la cultura del rispetto dei minori passa attraverso il rispetto di tutti. Dillo a chi vuoi bene e dillo a chi ha la presunzione di dividere laddove è possibile unire o semplicemente sostiene che non è semplice la soluzione !
…Perchè forse ora è semplice vivere senza i propri figli ? Senza alcuna colpa se non di essere separato?

Bologna- Roberto Castelli

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