Padri separati: la regione Em-Romagna tergiversa ?

Partiamo dalla fine per risalire all’origine in questo articolo che narra il percorso di un interpellanza rivolta al presidente dell’assemblea legislativa l’Assessore regionale Anna Maria Dapporto, dal Consigliere regionale FABIO FILIPPI

Riportiamo l’articolo apparso su Polis Quotidiano che commenta così:

-Appare chiaro che l’Assessore Regionale Anna Maria Dapporto non sia al corrente della situazione reale sul campo, si è limitata, nella risposta alla mia interrogazione, a fornire qualche numero sull’attività dei centri per le famiglie, presenti sul territorio; attività che in base ai dati forniti appare in ogni caso di ben basso profilo se si considerano il numero delle separazioni coniugali con prole che si verificano ogni anno nella nostra provincia.

L’Assessore non ha risposto ai quesiti posti: Cosa si sta facendo per i papà separati e i nonni paterni separati? Cosa si sta facendo per cercare di tutelare il legame con i figli-nipoti coinvolti nelle separazioni? Cosa si sta facendo per tutelare l’unione famigliare? La situazione sociale reale è molto diversa da quella descritta dalla Dapporto. Negli ultimi anni investimenti massicci (provenienti dall’ Unione Europea, dal Comune, dalla Provincia, dalle locali fondazioni, dalla Lega delle Cooperative etc), nelle attività di sensibilizzazione delle politiche di genere,hanno provocato in primis, l’ipersensibilizzazione pro-genere degli operatori delle istituzioni sociali, un effetto immediato dannosissimo per l’altro genere, la pressoché certezza di ricevere un servizio non paritetico, per i papà separati che si rivolgono alle istituzioni e che vengono in contatto con operatori sociali. Operatori pesantemente condizionati e allertati a considerare l’ex partner di sesso maschile come individuo potenzialmente pericoloso, anziché quello che sono realmente, cioè genitori, anche se separati e di sesso maschile, e in ogni caso cittadini di pari dignità e diritti rispetto agli altri genitori di sesso femminile. Genitori di pari importanza visti con gli occhi dei bambini e nel loro interessi. Talvolta anche gli incontri vigilati padre-figlio vengono sospesi per lungo tempo in un modo che pare strumentale-punitivo per schiacciare la volontà di taluni papà separati, comunque determinati a mantenere un lungo legame verso i propri figli; un atteggiamento pubblico che va a cozzare con il naturale istinto paterno maschile che induce alla protezione fisica della prole. Talvolta pure le situazioni di adulterio femminile vengono supportate dall’azione degli operatori sociali che non richiedono nessun controllo psicologico sul nuovo partner che va a vivere con la prole affidata alla moglie. Strabismo giuridico amministrativo che, ancora una volta, confonde e sovrappone la contesa giudiziaria adulta col più nobile dei sentimenti: la paternità.

Riportiamo per completezza d’informazione il testo dell’interrogazione e la risposta, a seguire

Bologna, 01/12/2008

Ill.ma Sig.ra Presidente dell’Assemblea Legislativa

Dott.ssa Monica Donini

Interrogazione a risposta scritta

Il sottoscritto Consiglieri regionale Fabio Filippi;

Premesso

Che le separazioni coniugali sono il segnale della sconfitta e del fallimento di un’unione che era stata concepita per conservarsi nel tempo;

Che i figli sono i primi a pagare le conseguenze degli errori dei genitori separati;

Che, come affermato dalla Chiesa cattolica, il matrimonio è “una vocazione donata da Dio attraverso cui un uomo e una donna si donano l’un l’altro per la vita intera. E’ un’opportunità per sperimentare un amore che risponde alle aspirazioni più profonde della vita umana. Per questo la rottura di un matrimonio ha un grave effetto di dolore e disillusione. Difficilmente oggi una famiglia non viene in qualche modo toccata da questo evento”. Questo è il concetto a cui dovrebbero attenersi i legali della coppia in fase di separazione, tutelare e sostenere l’unione fino alla fine, evitando di promettere agli assistiti profitti facili;

Constatato

Che il Comune di Reggio Emilia e la Regione Emilia-Romagna sono da tempo impegnati, finanziariamente e non solo, nell’azione volta a sostenere le donne, soprattutto in sede di separazione dai mariti, sia quando le stesse sono vittime di violenze e soprusi sia quando richiedono un semplice sostegno economico e supporto psicologico per affrontare la separazione;

Che, al di là del dato meramente statistico, appare ugualmente opportuno intervenire a sostegno dei padri separati per tutelare il loro legittimo diritto a mantenere un sereno rapporto con i propri figli anche e soprattutto nell’interesse di questi che possono crescere avendo un rapporto con entrambi i genitori, pur nella conflittualità a volte aspra della separazione;

Rilevato

Che, anche nella provincia di Reggio Emilia, si sono verificati casi clamorosi di padri vittime della conflittualità che spesso nasce in sede di separazione come il caso dell’omicidio di Cavalletti di Reggiolo, padre separato e vittima di violenza;

Che oggi si stanno radicando sempre nella società moderna nuovi modelli di aggregazione familiare, con una nuova e progressiva trasformazione dell’idea di famiglia dove i nonni stanno tornando ad assumere un importante ruolo nella formazione educativa del minore;

Che il nuovo art. 155 c.c. stabilisce che “anche in caso di separazione personale dei genitori il figlio minore ha diritto di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno di essi [fusion_builder_container hundred_percent=”yes” overflow=”visible”][fusion_builder_row][fusion_builder_column type=”1_1″ background_position=”left top” background_color=”” border_size=”” border_color=”” border_style=”solid” spacing=”yes” background_image=”” background_repeat=”no-repeat” padding=”” margin_top=”0px” margin_bottom=”0px” class=”” id=”” animation_type=”” animation_speed=”0.3″ animation_direction=”left” hide_on_mobile=”no” center_content=”no” min_height=”none”][…] e di conservare rapporti significativi con gli ascendenti e con i parenti di ciascun ramo genitoriale”;

Che entrambi i genitori devono dettare le linee guida nell’educazione dei figli, nel quadro generale di una crescita equilibrata del minore, anche se i coniugi stanno intentando una separazione personale; in questo quadro, sempre più spesso, non si può prescindere dal ruolo dei nonni che nelle famiglie moderne, dove la donna è sempre più impegnata nel proprio lavoro, assumono un ruolo di primo piano nell’educazione dei minori;

Interroga la Giunta per sapere

Se abbia adottato politiche sociali volte a sostenere il sereno rapporto padre-figlio in sede di separazione ed il rapporto nonni-figli;

L’entità dei contributi, diretti e indiretti, erogati dall’inizio della presente legislatura ad associazioni di tutela delle donne e quanti ad associazioni o organismi volti a tutelare il rapporto padre-figlio.

Fabio Filippi

RISPOSTA DELL’ASSESSORE DAPPORTO

Al Consigliere Fabio Filippi E p.c. alla Presidente dell’Assemblea Legislativa

Oggetto: Interrogazione a risposta scritta oggetto consiliare 4239, prot. np/08121879 del 05-12- 2008

Consigliere Fabio Filippi.

Con il nuovo piano socio sanitario la Regione Emilia-Romagna consolida e qualifica le proprie politiche per le famiglie. Politiche che si caratteizzano per un ampia pluralità di risorse ed interventi dedicati ai bisogni e alle funzioni familiari e genitoriali, sia pateme che mateme. La Regione ha realizzato, in sinergia con i Comuni e le Associazioni di Comuni una rete regionale di 25 centrì per le famiglie, fra cui i nuovi centri per le farniglie intercomunali di Scandiano (RE) e Comacchio (FE). I centri per le famiglie sono intesi come vere e proprie agenzie comunali a sostegno e promozione delle famiglie con figli, offrono servizi e attività per la genitorialità sia patema che materna. In particolare ogni centro per le famiglie offre un servizio di mediazione familiare, pubblico e gratuito per le coppie in via di separazione, per la ricomposizione del conflitto coniugale al fine di costruire un accordo separativo che permetta ai figli di mantenere rapporti positivi e significativi con entrambi i propri genitori. Obiettivo forte del piano sociale esanitario è la qualificazione, il consolidamento e I’estensione di questa rete regionale di servizi comunali dedicati alla genitorialità che offrono in forma integrata con i servizi territoriali risorse ed interventi dedicati alle famiglie.

. In particolare la Provincia di Reggio Emilia vede sul suo territorio la presenza di tre centri già attivi da diversi anni, oltre all’ultimo di Scandiano: . centro per le famiglie di Reggio Emilia,

. dell’associazione intercomunale della Val d’Enza
. di Quattro Castella.

I dati relativi all’attività dei centri per le famiglie della città di Reggio Emilia e di Quattro Castella (che lavora anche per una zona urbana di Reggio) in riferimento al supporto alla genitorialità sia matema che paterna, per il primo semestre dell’anno 2008 sono i seguenti:

– centro per le famiglie di Reggio Emilia )

– 86 famiglie hanno richiesto una consulenza educativa per un totale di 135 colloqui;

– si sono realizzati 5 gruppi con genitori per un totale di 68 incontri;

– centro per le famiglie di Quattro Castella

– 55 famiglie hanno richiesto una consulenza educativa per un totale di 150 colloqui;

– 8 famiglie hanno richiesto una consulenza di sostegno alla genitorialità per un totale di 35 colloqui;

Per quanto riguarda invece I’attività raccolta dal centro di documentazione regionale sulla mediazione familiare, ed in particolare I’accesso al Servizio di mediazione presso i Centri per le famiglie nell’anno 2007, si rileva:

– centro per le famiglie di Reggio Emitia su 17 interventi di mediazione familiare richiesti:

– 5 sono stati richiesti dal padre, 9 dalla madre e 3 da entrambi;

– 11 mediazioni sono state richieste per problemi relazionali con i figli, 6 per definire gli accordo separativi e 4 per mancata condivisione degli accordi separativi;

– si sono svolti un totale di 74 colloqui di cui 16 con i padri, 28 con le madri e 30 con la coppia.

– centro per le famiglie di Quattro Castella su 53 interventi di mediazione familiare richiesti:

– 23 sono stati richiesti dal padre e 30 dalla madre;

– 14 mediazioni sono state richieste per problemi relazionali con i figli, 26 per definire gli accordo separativi e l8 per mancata condivisione degli accordi separativi;

– si sono svolti un totale di 173 colloqui di cui 37 con i padri, 49 con le madri e 87 con la coppia.

Nei prossimi mesi saranno disponibili i dati di funzionamento relativi alla mediazione familiare nell’anno 2008. Altro spazio di lavoro importante, in merito alle separazioni coniugali sono gli incontri per i nonni e le nonne dedicati a “Quando i figli si separano”.

Questi spazi sono realizzati per accompagnare le famiglie di origine dei genitori separati ad assumere un ruolo attivo nel sostegno sia dei figli che dei nipoti, in un ottica di attenzione al valore delle relazioni intergenerazionali. Per quanto riguarda I’entità dei contributi erogati ad associazioni, non si sono erogati contributi né ad associazioni di donne né ad associazioni di padri. Non in relazione al ruolo genitoriale, ma nello specifico delle politiche di contrasto alla violenza si sono erogati contributi ad associazioni attive nell’ambito del contrasto alla violenza alle donne, per la realizzazione di attività di monitoraggio del fenomeno della violenza e per la diffusione dei dati sul territorio regionale. Al riguardo è recente la pubblicazione “Scegliere la libertà affrontare la violenza” indagini ed esperienze dei Centri antiviolenza in Emilia-Romagna che riporta il lavoro di ricerca finanziato dalla Regione Emilia-Romagna.

Cordiali saluti Anna Maria Dapporto

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Un commento

  1. Occorre fare molto di più perchè la difficoltà di chi si separa è prima di tutto quella di, non essere più una famiglia e dopo la mediazione familiare che non ha valore legale, vale poco, ma non solo, in un sistema che premia chi litiga, anche chi non ama il litigio, ne viene travolto e le istituzioni, in caso di litigio affidano ciecamente i figli alle madri, come se i padri fossero i responsabili di tutto. I miei figli potevo vederli liberamente ed ora i servizi sociali mi propongono una riduzione al 60% del mio tempo perchè la loro madre sostiene che non ci si deve fidare di me. I miei figli mi amano e il parere della loro mamma diventa legge per i servizi sociali, mentre la mia parola non vale più niente. Credo che la regione deve fare necessariamente qualcosa di più, prima di tutto impedire la follia egoistica di donne che con i figli in mano dettano legge, solamente per tenerseli tutti per loro. Un padre secondo voi a cosa serve? a pagare e basta? e la sua funzione educativa e il suo ruolo? Cominciate a guardare alla realtà senza paraocchi politivci, così vi permetterete di crescere. La poltitica non deve solo difendere una parte e l'altra no. Perchè ad essere ciechi siete già in troppi e i miei figli così non vengono tutelati, ma nemmeno io.
    JOHN

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