Convegno Nazionale sulla Children Rights Convention
Napoli, 18, 19 e 20 novembre 2009
Personale resoconto della tre giorni di lavoro organizzata dal Ministero del Lavoro, Salute e Politiche Sociali in occasione del ventennale della Convenzione ONU sui Diritti dell’infanzia e dell’adolescenza – New York, 20.11.1989
Estrema delusione, la conferma di alcuni timori, perplessità di fondo sui reali obiettivi di troppi operatori del settore. Non trovo altri termini per condensare in poche parole quanto emerso al Congresso di Napoli
L’occasione era imperdibile: a 20 anni dal varo della CRC sembrava doveroso tracciare un bilancio:
· qual’era la situazione di partenza del 1989, dalla quale è nata l’esigenza di stilare una Carta dei Diritti dell’infanzia e dell’adolescenza
· qual’è la situazione attuale, in Italia in particolare
· cosa è stato fatto e cosa c’è ancora da fare
· i diritti sufficientemente tutelati, quelli tutelati parzialmente, quelli che continuano a sfuggire ad ogni tentativo di riconoscimento e di tutela
· meriti, demeriti e responsabilità istituzionali, degli EE LL, dei servizi di assistenza, del privato sociale, dei soggetti che a vario titolo entrano in relazione col mondo dell’infanzia
· analisi comparativa: buone prassi e criticità apparentemente croniche
· rinegoziazione dei ruoli in funzione costruttiva, al fine di garantire l’attuazione dell’art. 4 della CRC
L’organizzazione aveva previsto 5 gruppi di lavoro, divisi per macroargomenti, con la presentazione di buone prassi e illustrazione di progetti arrivati a buon fine.
Oltre ad illustrare i risultati positivi, sarebbe stato utile tracciare ipotesi di lavoro sulle emergenze ancora vive.
Sulla divisione diverse associazioni hanno sollevato delle obiezioni: per la nostra sfera di competenza, ad esempio, potevamo essere divisi tra il 2° gruppo
Famiglia, genitorialità e “patto intergenerazionale”.
Cura delle relazioni e responsabilità educative
ed il 3° gruppo
Welfare “a misura di bambino e adolescente” tra protezione e tutela. La rete dei servizi sociali e della giustizia minorile
Nulla di specifico sulla separazione mentre – a mio parere – non è possibile parlare di famiglia e genitorialità senza prevedere un tavolo specifico sui minori contesi nelle separazioni, argomento assolutamente centrale, anche in termini di incidenza numerica, per molteplici criticità dalle quali nascono altrettante violazioni dei diritti dell’infanzia: centrale per il sostegno alla genitorialità in costanza di matrimonio ma anche per la cronica negazione della bigenitorialità col sopraggiungere della crisi di coppia, per le asimmetrie ideologiche e valutative, per la labilità del concetto stesso di “prevalente interesse del minore” e l’uso strumentale che ne viene fatto, per l’interruzione giuridica del progetto genitoriale, per il fenomeno dei falsi abusi, per le sottrazioni internazionali, per le modalità di ascolto del minore, per le limitazioni della responsabilità genitoriale e gli incontri protetti, per l’inadeguatezza dei servizi territoriali, per le modalità operative del Tribunale per i Minorenni, per la possibilità di secretare gli atti e prendere provvedimenti inaudita altera parte, per la mancanza di un Tribunale unico della Famiglia, per la mancanza di un albo che abiliti gli psicologi dell’età evolutiva, per la carenza di criteri oggettivi nelle perizie, per il riconoscimento della PAS, per la carenza di formazione specifica degli operatori, e tanto altro ancora …
Al di la delle scelte non condivise in merito alla definizione dei gruppi, le relazioni introduttive predefinite avrebbero dovuto essere integrate da spunti di riflessione, analisi critiche ed ipotesi di lavoro da parte delle associazioni iscritte ai gruppi stessi
Al centro di ogni gruppo di lavoro era lecito attendersi proposte per il miglioramento delle attuazioni concrete dei diritti dei minori, non certo per il miglioramento delle condizioni di lavoro degli operatori.
Così non è stato
La Conferenza Nazionale sui Diritti dell’infanzia si è trasformata nella Conferenza Nazionale sui problemi economici degli operatori che si occupano di infanzia.
Progetti approvati ma finanziati con anni di ritardo, start-up a cura delle ATS o delle singole associazioni, scuole senza strumenti e senza personale, progetti interrotti per mancanza di fondi, problemi fiscali del terzo settore, il ruolo degli istituti bancari, precarietà dei servizi, professionalità legate ai contratti a termine, differenza negli stanziamenti fra nord e sud d’Italia, etc.
Tutti problemi reali e degni della massima considerazione, ma poco pertinenti col ventennale della Convenzione ONU. Ancora una volta, la conferma di come i problemi dei minori siano sottoordinati rispetto ai problemi degli adulti, anche di quegli adulti che si occupano di infanzia.
Se il congresso avesse avuto per titolo “Problemi e bisogni degli operatori a sostegno dell’infanzia” nulla da eccepire; visto che invece si doveva, in teoria, discutere dei diritti previsti dalla CRC, qualche perplessità rimane
Non so, forse ho sbagliato indirizzo: da qualche parte a Napoli si discuteva di infanzia, ma sono andato nel posto sbagliato.
L’impressione è che, in un consesso riunitosi da tutta Italia per discutere dei diritti dell’infanzia, se fosse arrivato il Ministro Tremonti a dichiarare che avrebbe triplicato gli stanziamenti, il Congresso si sarebbe sciolto dopo due ore con una moltitudine di operatori in festa a fare la ola.
Non vorrei essere indotto a pensare che – in fondo – sia poco importante discutere dei dettagli del problema, mentre diventi assolutamente prevalente discutere dei fondi stanziati per potersi occupare del problema
Ho immaginato di essere un bambino: sarei uscito con le lacrime agli occhi
Fabio Nestola – FeNBi, Federazione Nazionale Bigenitorialità
i risultati del lavoro dei gruppi sono consultabili sul sito del Ministero del Lavoro —————————————————————-
Rispetto all’articolo di ieri
http://www.genitorisottratti.it/2009/11/in-tante-citta-italianepresenti.htmquesto resoconto di Nestola è decisamente più sintentico ma assolutamente in linea con quanto già detto già espresso …e rimanda ad una personale considerazione interiore e alle singole coscienze.

