Cosa ne è della nostra civiltà, dopo l’uccisione del Padre ad opera dei “cattivi maestri” del ’68 e dei loro proseliti: i magistrati, i servizi (sociali) deviati (dall’ideologia gender), le psicologhe, i sociologi, gli psichiatri…
(La Nazione – 31 dicembre 1998)
La più grande rivoluzione che il nuovo secolo si trova ad affrontare è quella della fine del «padre». Questa è infatti una delle maggiori conseguenze dell’emancipazione femminile.I governanti, i sindacalisti, tutti coloro che guidano ed analizzano i valori e i significati della vita sociale, non sembrano essersi resi del tutto conto che si è trattato di una rivoluzione radicale, assoluta, delle strutture concrete e simboliche dell’assetto sociale. E bisogna riconoscere che non se ne sono rese conto neanche le donne, le quali hanno semplicemente creduto di poter e dover prendere il posto dei maschi, alla pari con i maschi. Ma non di questo si trattava. Per un motivo molto semplice, e tuttavia assolutamente irrisolvibile: come si può reggere il potere senza la vis?
l potere, infatti, è stato sempre maschile perché si fonda sul pene, sulla potenza sessuale virile. (Ancora oggi non abbiamo trovato un termine che indichi il «potere» che non sia interscambiabile con potenza sessuale, con l’erezione del pene).Col femminismo, dunque, è venuto meno il primo potere, quello del padre, capo della famiglia. Fin dall’antichità il padre è stato per le donne e per i figli quello che oggi è lo Stato: protettore, dispensatore di beni, giustiziere, garante del futuro. Ma è stato anche il modello per i figli maschi sul quale misurarsi, con il quale gareggiare, dal quale attingere forza, prestigio, sicurezza in se stessi e del proprio posto nella società.La dimensione paterna veniva rispecchiata nella trascendenza, nell’aldilà. Continuatore della vita e del nome del padre, il figlio maschio ne vedeva la potenza nella divinità e nel culto dell’antenato, ed egli solo, il figlio maschio, poteva e doveva rivolgersi a lui con le preghiere e le offerte di rito. Così in Cina, così in Grecia, così a Roma. Nell’Antico Testamento, ugualmente, Dio è il Padre, il Padre più potente. ma comunque Padre. Il cristianesimo ha finito con lo sviluppare la dimensione paterna del Dio attribuendogli un figlio; e con la Madonna anche una madre. La Chiesa non sembra essersene accorta. Ma, con il crollo del padre, è praticamente crollata tutta la struttura della famiglia sulla terra, almeno in Occidente; e di conseguenza anche quella proiettata dalla teologia sulla immagine di Dio.Dunque qui non si tratta di fare piccoli o grandi aggiustamenti, con il padre che diventa l’amico e il compagno di giochi del figlio, con la madre che diventa, nelle strutture dello Stato, il sostituto di un padre che non esiste più.Lo Stato socialista ha assunto un volto sempre più coercitivo perché ha accentrato su di se anche le funzioni della famiglia che non c’è. Il bambino viene violentemente trasferito fin dai primi giorni di vita in un asilo dove trova false madri, il ragazzo è obbligato a frequentare per molti anni una scuola dove trova falsi padri, ossia insegnanti di sesso femminile che dovrebbero svolgere il ruolo di autorità e d’insegnamento dei valori sociali al posto dei padri. In realtà poteri privi di potere perché privi della vis.Il problema dei figli maschi dunque è veramente tragico. Forse perfino l’incremento dell’omosessualità maschile ha la sua prima causa in questo: il maschio cerca un altro maschio, fisicamente maschio, perché non esistono più le funzioni sovrabiologiche svolte dalla mascolinità. Terribile inganno, come è evidente: non è mai nella pura fisicità che l’uomo trova la risposta e il soddisfacimento dei suoi bisogni cognitivi, simbolici, trascendenti.
l futuro si presenta, dunque, per l’Occidente, come un palazzo in rovina che finge di essere un palazzo in costruzione. Naturalmente questo non significa che dall’emancipazione delle donne si possa o tantomeno si debba tornare indietro. Si tratta invece di rendersi conto che eliminare o sostituire i maschi nelle strutture del potere non significa aver stabilito una società più giusta o meno coercitiva. Lo Stato, collettivo e impersonale, esercita un potere dominatore e autoritario molto più pesante di quello del padre; ma soprattutto non disegna una nuova immagine dell’uomo.C’è un bisogno disperato di invenzione. Sia permesso a una donna confessare che se l’aspetta dai maschi.
di Ida Magli

Ida Magli dovrebbe essere zittita con una museruola. Già da moltissimo tempo fa ragionamenti da cagna, infatti, come quando, in una puntata del Maurizio Costanzo Show di secoli fa, giustificò i puttanieri dicendo che "la sessualità maschile è più complicata di quella femminile", cioè, detto in soldoni, che i maschi "devono sfogare" e "vanno capiti"!!!! Persino Maurizio Costanzo, che, viscido come è, voleva comunque fare una trasmissione "politically correct" e cioè contro la presunta "necessità" fisiologica di comprare e stuprare un corpo, la redarguì…
Il suo discorso, oltre ad essere mostruoso, è teoreticamente e scientificamente irricevibile, perché presuppone che tutti i maschi siano naturaliter predisposti ad esercitare la "vis" e a essere "padri" nel senso telogal-fascista da lei postulato, laddove invece è stata la cultura patriarcale, cioè la VIS (violenza) fattasi repressione, a negare alle donne quella VIS (forza, vigore) che nel 99% dei casi esse sono le sole a saper esercitare, in famiglia e fuori, divenendo esse garanti del futuro e della continuità, mentre è nota la tendenza maschile a uccidere e a eliminare fisicamente ciò che è ignoto o che mette i maschi in difficoltà sul fronte dell'ostentazione e della competizione (c'è una bella scena di una commedia di G. Bernard Show nella quale una donna dice che l'uomo va in guerra per invidia del mestruo delle donne, per avere un contatto col sangue, per dimostrare di avere coraggio anche lui, al pari di chi il contatto col sangue lo vive come fatto naturale…).
Ida Magli fa parte di quelle "pentite" del femminismo o di quei "pentiti" del socialismo che oggi popolano la scena politica come teocon o teodem (Ferrara e la odiosa Roccella ne sono un insopportabile e lampante esempio).
Queste persone sono ovviamente tanto violentemente reazionarie quanto sono state fortemente rivoluzionarie e quindi sono "più realiste del re" (Bagnasco non ha dovuto neanche fiatare perché la Roccella bloccasse la RU486 e proponesse una legge in cui si riconoscono diritti al concepito, mettendo chi abortisce nella condizione di essere dichiarata assassina a tutti gli effetti).
Nella loro furia riparatrice, nella loro resipiscenza azzerante, trascinano tutto il nuovo che faticosamente si è affermato, tutta la nuova umanità, quella umanità che sta cercando di fare a meno della VIS, a livello esistenziale come pedagogico, per creare un mondo nuovo, perché quello governato dai maschi CON LA VIS lo stiamo sperimentando da secoli e ne siamo sinceramente STUFI.
(segue)
Marcy
(seguito)
Una delle cose che più bruciano ai maschi, secondo me, è quella di aver perso la primazia nella scuola. Tendono a denigrare le prof. e tendono ad attribuire all'ingresso delle donne nella scuola la sua degenerazione.
Come gli imam nelle madrasse, così i maschi vorrebbero tornare nelle classi a insegnare che il mondo è diviso in due, maschi e femmine, con ruoli scritti dalla NATURA-DIO, e che (come diceva a me il mio pessimo insegnante di italiano), Machiavelli fa bene a dire che la Fortuna è come una donna e, perciò, più la si picchia più "rende".
LA DOMANDA CHE QUESTA SCEMA (e, con lei, gli altri invasati, incapaci di immaginarsi un mondo senza un CAPO SUPREMO che guidi il branco al sol dell'avvenire) non si pone è: PERCHE' DOVREMMO AVER BISOGNO DI UNA VIS? PERCHE' IL RAGAZZO A SCUOLA DOVREBBE AVER BISOGNO, PER CRESCERE, DI UN INSEGNANTE MASCHIO CHE GLI INFLIGGA PENE CORPORALI, PER DIVENTARE UN VERO UOMO? CHE RAZZA DI "UOMO" ha in MENTE QUESTA IMBECILLE? E' davvero il padre-padrone l'unico tipo di uomo che sa prendersi delle responsabilità e che riesce a essere eterosessualmente "normale e normativo"?
E poi… CHE COLPA HANNO LE DONNE, che SEMPLICEMENTE HANNO RIVENDICATO IL DIRITTO A ESISTERE COME ALTRO CHE BESTIE DA RIPRODUZIONE, SE L'UOMO E' ANDATO IN CRISI per questo elementare principio di uguaglianza?
EVIDENTEMENTE L'UOMO HA BISOGNO DELLA VIOLENZA PER ESSERE NORMALE (ma molti uomini non sottoscriverebbero!): dobbiamo dunque reintegrare la violenza per fare un favore a loro, POVERINI, che ancora stuprano, ammazzano e distruggono ad un ritmo atroce, tanto che la prima causa di morte per le donne è la loro violenza??
L'articolo è tutto tramato su parole-chiave che non vengono contenutizzate e definite (vis, padre, uomo, femminile…). Non c'è cosa più analfabeta e pericolosa che costruire una casa con mattoni di cui non si conosce la composizione. Si rilegga qualche dialogo di Platone, la Magli, e impari come si ragiona, da dove si comincia (il tì esti socratico)… Prima di dire COME sono le cose, bisogna capirsi su COSA sono…
Marcy
Eravamo certi che qualche reazione certamente l'avrebbe prodotta l'articolo, anche se non riteniamo che Ida Magli abbia bisogno di una difesa d’ufficio, tanto meno desideriamo partecipare al processo di annullamento del maschile inteso come Paterno. Riteniamo solo di dover rettificare alcuni postulati statistici, e lo facciamo attraverso le testimonianze scientifiche di DONNE studiose che hanno deciso di dissociarsi dal metodo che informa la pratica politica e la propaganda del vetero-femminismo misandrico, rifiutandoci (con senso e ragione) di vedere che non esiste un Genere ontologicamente “vittima” né uno ontologicamente “carnefice”: premessa più che mai ingannevole e menzognera capace solo di produrre DISSIDIO DISCORDIA DIFFERENZA COMPETIZIONE e mai Unione, Collaborazione, anticamere di fattibilità, progettualità, democratiche concretezze, di cui siamo tutti dannatamente affamati, compreso i nostri figli che non ne possono più di vivere di SOLA MAMMA come unica realtà/visione, fuor dalla quale TUTTI possono solo trarre benefici.
“A dispetto delle statistiche che registrano un continuo aumento di violenza femminile contro bambini, neonati, coniugi, anziani e disabili, la nostra cultura insiste testardamente a negare la capacità delle donne di commettere atti di violenza, specialmente quando si tratta di donne bianche, eterosessuali, con figli.”
“Ammettere che le donne possano essere responsabili di crimini violenti equivale ad ammettere che possano rappresentare una minaccia; questa teoria non trova spazio nella coscienza sociale”.
Linda Grace Stunell
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"Uno dei miti diffusi nella nostra società è che la violenza domestica è qualcosa che gli uomini fanno alle donne […] Le donne istigano la maggior parte delle violenze in ambiente domestico e aggrediscono gli uomini più spesso e in maniera più grave".
Rossana Alfieri
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“E’ possibile distruggere qualcuno anche soltanto con le parole, gli sguardi, i sottintesi? Può essere il coniuge che ci denigra in pubblico; l’ex coniuge che si serve dei figli per ricattarci; la collega che ci boicotta. In ogni caso stiamo subendo una molestia morale, tanto più violenta quanto più subdola e strisciante. In questo campo – bisogna ammettere – la psicologia femminile è maestra”.
Marie-France Hirigoyen
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“La memoria collettiva dei crimini e – a volte – una morbosa celebrità, sono legate al fatto di aver visto le donne in quello che viene erroneamente ritenuto il meno femminile dei ruoli”.
Cinzia Tani
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“le statistiche federali dicono che le donne picchiano più frequentemente e gravemente i maschi che non le femmine, e commettono la maggior parte degli infanticidi. Quando uccidono degli adulti la maggior parte delle loro vittime sono uomini Le donne commettono il 50% degli omicidi coniugali. L'82% delle persone hanno la loro prima esperienza di violenza per mano di una donna”.
Bunny Sewell
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"il fenomeno della donna violenta è in parte dovuto a modelli televisivi di donne forti, dominatrici, che s’impongono sull’uomo con un’aggressività legittimata, che diviene un valore positivo”
Marianna De Cinque
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“[…] Quanto a tirar schiaffi, pugni e calci al partner, donne e uomini si equivalgono.
“[…] in tutto il mondo, le donne sono più violente degli uomini in ambiente domestico. I dati rivoluzionano il concetto di violenza uomo-donna che anche gli organi di informazione hanno contribuito a creare. Spesso si fa un cattivo uso dell’informazione“.
Johanne Welsh
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“…. le violenze femminili, tematiche spesso ignorate e sottaciute…[…] il concetto di vittima di violenza di genere viene inteso come indissolubilmente legato alla figura femminile, ma non può e non deve essere così. […] Nel ripensare l’ottica preventiva è importante soffermarsi sul concetto di persona maltrattata, e non di uomo/donna”.
Chiara Camerani
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“[…] Quanto a tirar schiaffi, pugni e calci al partner, donne e uomini si equivalgono.
“[…] in tutto il mondo, le donne sono più violente degli uomini in ambiente domestico. I dati rivoluzionano il concetto di violenza uomo-donna che anche gli organi di informazione hanno contribuito a creare. Spesso si fa un cattivo uso dell’informazione“.
Johanne Welsh
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“…. le violenze femminili, tematiche spesso ignorate e sottaciute…[…] il concetto di vittima di violenza di genere viene inteso come indissolubilmente legato alla figura femminile, ma non può e non deve essere così. […] Nel ripensare l’ottica preventiva è importante soffermarsi sul concetto di persona maltrattata, e non di uomo/donna”.
Chiara Camerani
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“Il dominio maschile riposa sul potere degli uomini di trattare le donne come oggetti sessuali. Questo potere, che si fa risalire all'origine della specie, sarebbe stato inaugurato dallo stupro. Soprattutto, ai loro occhi, lo stupro, la molestia sessuale, la pornografia e le percosse (contusioni e ferite) sono un tutt'uno che discende dalla stessa aggressività contro le donne. Senza dimenticare la prostituzione, lo strip-tease e tutto ciò che, da vicino o da lontano, ha a che fare con il sesso. La sentenza è inappellabile: bisogna costringere gli uomini a cambiare la loro sessualità. E, per far questo, modificare le leggi e impadronirsi dei tribunali.
Le femministe liberali hanno protestato con veemenza contro questo approccio che faceva appello alla censura, calpestava la libertà sessuale e suonava come una dichiarazione di guerra contro il genere maschile: Andrea Dworkin, sprizzante di provocazioni, è rimasta, con le sue stravaganze, a fare da contrasto a questo nuovo femminismo. Ma la sua filosofia vittimista si è fatta strada. Dworkin non ha esitato a paragonare le donne ai superstiti dei campi di concentramento”.
Elisabeth Badinter
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Sulla MENZOGNA come metodo femminile per agire il vittimismo, ecco le rivelazioni di tre donne PM: http://violenza-donne.blogspot.com/2009/11/tre-pm-donne-svelano-le-false-accuse.html
Quanto all’omicidio domestico, esso rappresenta la PENULTIMA causa di morte femminile, in un ordine di grandezza 1.700 volte inferiore alla prima (malattia): qui http://www.istat.it/dati/dataset/20090302_00/ è la statistica ISTAT 2006 (si consideri che l’omicidio passionale incide per circa il 50% del già infimo totale degli omicidi – 378).
La redazione
Redazione ha detto…
La redazione intende sottolineare uno stravolgimento epocale che probabilmente farà storia, una rivoluzione sociale che verrà riportato sui libri per la portata innovativa di ruoli e di percorsi all'orizzonte. Un universo immutato per secoli messo a dura prova, nel bene e nel male, solo da qualche decennio. Osserviamo le nuove direzioni in cui si proiettano ambiti e ruoli, destinati a far riflettere sia la sfera maschile che femminile, trasversalmente ed oltre a schieramenti politici e di genere. La lettera della lettrice che abbiamo pubblicato è il segnale che tutto viene osservato accolto e deglutito a volte trangugiato a forza. L'associazione che sovrintende a questi spazi, si affaccia su una finestra complessa ed osserva da tempo le resistenze e le posizioni dei due sessi genitoriali o semplicemente le consuetudini di uomini e donne del passato o del recente presente, con quello che questo comporta, a volte, indipendentemente dalla capacità di essere genitori, poiché il ruolo maschile è senza dubbio quello più fortemente penalizzato in ambito di affido di minori ed anche questo aspetto è parte dei nuovi scenari di "costume" che si fanno strada e combattono con vecchi pregiudizi ma anche logore consuetudini che vedono i padri come inadatti e sempre distanti dai figli, non facendo differenze fra persone ma fra generi. Da questo prendono spazio analisi a volte provocatorie di scenari come nel caso dell'articolo, già profetizzati da Ida Magli che possono far riflettere soprattutto col senno di poi. Appare sempre più evidente che i "luoghi comuni" sono destinati a cadere e nell'osservazione di questi nuovi spazi affiorano le vere resistenze culturali, retaggio di luoghi comuni in via di usura, e che verranno spazzati via proprio dall'osservazione di scena ed azione del sociale. Luoghi comuni come ad esempio "il sesso debole", "la dipendenza coniugale", "il tirare a campare in ambiti garantiti da terzi" "l'emancipazione del femminile" gli spazi di collaborazione anziché di competizione fra i sessi" così fortemente convenienti se immobili per alcuni e terribilmente scomodi se in movimento, per altri, un -Lavoro In Corso- che richiede più attenzione ed osservazione a discapito della critica, ma anche un nuovo senso di valutazione che produca interiormente spazi di possibile rinnovamento. Cambiare la scena sociale dunque è un compito che richiede sensibilità, capacità di andare incontro a nuove necessità e al cambiamento reale e l'assunzione di un nuovo senso di responsabilità, poiché se il futuro si sta delineando, è con lavoro di oggi e di tutti che si formerà, vale dunque la pena di lavorare bene tutti ed essere tutti autori co-protagonisti , senza discriminare alcuno senza guerre fra i sessi. (è l'animale che si adatta alle mutazioni quello che sopravvive), produciamo dunque mutazioni intelligenti, ne va della qualità della vita futura, di tutti, compresa quella dei Nostri bambini che potranno avere due genitori e non uno solo, anche dopo una eventuale separazione dei loro genitori. Il rispetto prende spazio da una equa visione non da vittimismo e criminalizzazione.
La redazione
10 dicembre 2009 16.10