Servizi sociali, servizi deviati: una teoria

Rimini: Un genitore separato, indagato 4 volte, è sempre uscito dal tunnel. “Dovrebbero tutelare i minori invece sono servizi deviati”

Da La Voce di Romagna lunedì 14 dicembre 2009 – La scorsa settimana un uomo di Rimini, separato da anni dalla moglie, ha avuto la sua quarta vittoria giudiziaria: La Procura di Forlì che indagava su di lui in base alla denuncia della donna per “circonvenzione di incapace”, ha chiesto l’archiviazione del procedimento, accolta dal gip. In altri tre procedimenti era successa la stessa cosa: per due volte era stata la ex moglie a denunciare l’uomo per presunti abusi sulla figlia, nel terzo caso era l’Ausl di Rimini a farlo inquisire. Una dopo l’altra, tutte le archiviazioni richieste dal pubblico ministero in sede di indagine preliminare, senza nemmeno io rinvio a giudizio. Ma come spade di Damocle pendono su molti separati situazioni analoghe: “Ex mogli accusano ex mariti, e viceversa, di violenze, -spiega l’uomo appena uscito dall’ultimo procedimento giudiziario- che nella stragrande maggioranza dei casi non sono vere. Casi infondati o addirittura creati ad arte, calunnie, che però hanno l’effetto di mettere in moto la macchina giudiziaria e nel frattempo anche quella degli affidamenti ai servizi sociali”. Creati ad arte da chi? “Da chi ha interesse- risponde l’uomo- a far lavorare i servizi sociali. Così vengono rovinate delle vite, economicamente e psicologicamente.” Questo separato perseguitato racconta che mentre pendevano su di lui accuse risultate false, gli era impossibile incontrare la figlia oggi dodicenne: “Ho potuto vederla solo in incontri protetti e vigilati da una educatrice, per lungo tempo dal personale di una coop convenzionata con l’AUSL, la Millepiedi, i cui operatori io dovevo anche pagare, da 200 a 250 euro al mese, e così per 3 anni. La cosa continua ancora adesso, gli incontri sono in una stanza del “Colosseo” (la sede Ausl, ndr), sembra di entrare in un “obitorio”. L’uomo da accusato diviene accusatore: “non sono veri i migliaia di casi, di cui parlano i servizi, infatti in tre anni ci sono state solo 5 – 6 condanne. Per me questi sono sedicenti servizi preposti alla tutela dei minori, servizi deviati, che gonfiano la realtà per giustificare il loro stipendio e invece dovrebbero applicare i principi e la prassi della BIGENITORIALITA’ previsti dalla legge del 2006, purtroppo ancora oggi disattesa.

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