L’esproprio della genitorialità

Il tema della tutela dei minori è caro ad ogni persona di buon senso, soprattutto in considerazione del fatto che si parla di figure ancora non autosufficienti. Implicitamente pensare ai bambini che si trovano in difficoltà porta a un atavico disegno di sopravvivenza della razza iscritto nell’uomo. Incita ad una naturale “accoglienza comune a molti”. Così mentre i leoni uccidono i cuccioli della leonessa, figli di altri leoni, per potersi accoppiare con lei e *generare una propria stirpe, l’uomo possiede doti di umanità e d’istinto fortunatamente diversi.

Non è storia inventata quella di bambini del terzo mondo che trovano casa affidandosi a persone di cuore che li accolgono e li fanno crescere. E’ storia anche della nostra nazione che nel dopo guerra vedeva famiglie sfasciate e figli orfani erranti per il paese adottati all’impronta e senza troppe peripezie burocratiche.

Oggi la cosa in Italia è assai diversa, non solo è quasi impossibile adottare bambini italiani, tanto da far emigrare all’estero le coppie interessate all’adozione, ma diviene assai problematico nonchè doloroso anche seguire i propri figli in caso di separazione coniugale.

La legge sull’affido condiviso ( L58/2006) definisce (http://www.altalex.com/index.php?idnot=10290) nuove norme di accudimento da parte dei genitori ex coniugi, indica delle linee che parlano di ETICA e annunciano che il grande bisogno di crescere della nostra nazione ha avuto inizio soprattutto per ciò che riguarda la mentalità verso i figli, e l’inizio è proprio questa legge, frutto di ben quattro passate legislature.

La società corre veloce e con essa cambiano le regole e la maniere con cui si intende la “famiglia-separata” ed il lavoro, le modalità con cui si accede ai servizi e tutto sommato l’habitat attorno a noi cambia e si adegua costantemente a necessità pratiche e nuove. Cercare quindi di rispondere alle necessità adeguandosi, non può esimere dal ricercare strumenti di crescita morali ed etici. Risposta ad una vita che oltre per funzionalità possa distinguersi anche per qualità, da cui, la relazione fra gli uomini nei vari contesti sociali e nelle famiglie, affinchè il sistema di leggi che ci governa non possa divenire irrispettoso per la vita di relazione ed affettiva e per ciò che questa comporta.

Le nuove leggi come quella sull’Affido Condiviso, dunque, raccontano di un inizio del cambiamento, un abbrivio lento verso una giusta direzione, quella di una società che ha scelto di lasciar vivere i figli con i propri genitori anche se papà e mamma si sono separati.

Pare dica: -Non vogliamo orfani di guerra poichè la guerra è finita-, desideriamo che i figli ne risentano il minimo possibile della separazione dei loro genitori.

Questo implica però la complicità della magistratura e ancor prima dei servizi sociali, ma anche degli avvocati che ad ogni scelta separativa di adulti, producano fin da subito condizioni che lascino i bambini al centro dei loro genitori con un accesso equo e garantito verso entrambi, in modo regolamentato ma facilitato e sicuramente a garanzia di un loro futuro migliore. Con un occhio etico alla qualità e del futuro che oggi andiamo a definire nelle sue fondamenta.

Esiste una parola che definisce questa modalità e morale, parliamo di -Bigenitorialità-, ovvero l’equo approccio ai figli, (da parte di genitori dignitosi e riconosciuti tali).

Occorre fare un doveroso distinguo a questo punto su genitori e genitori, poichè da più parti molti sostengono che non può essere la legge a far amare i figli ed imporre di interessarsene se non lo si desidera…

Questa è certamente una realtà da osservare con attenzione e consapevolezza, una condizione che indica differenze sostanziali fra singoli persone e singole famiglie. Vi sono genitori (anche sposati) che dei figli non se ne interessano più di tanto, assorbiti dalle loro vite/carriere e altri forzatamente lontani dalle famiglie per motivi di lavoro, che rientrano tardissimo, via tutta la settimana o all’estero ed altri genitori che pare proprio non abbiano iscritto nel loro DNA le doti minime per attuare la genitorialità, capaci dell’atto riproduttivo (*a garanzia della specie come i leoni), ma ben lontani dal senso di “cura e attenzione” necessari per dipingerli come genitori attenti risoluti accorti e attenti nella crescita dei figli.

Di questi profili genitoriali ve ne sono tanti, occorre massima attenzione e ben poca genericità nell’osservarli uno ad uno a seconda dei casi. Dobbiamo tenere assolutamente conto quando parliamo di tutela dei minori, anche dell’amore /cura/ attenzione tipici residenti nei genitori e nella loro indole, doti essenziali della loro caratterialità.

La -Bigenitorialità- si basa sul fatto che i bambini che possiedono due genitori, ed entrambi garantiscono responsabilmente affetto cura e frequentazione dei loro figli, possano accudirli e frequentarli in modo equilibrato per il loro benessere futuro. Detta così la cosa pare normale, semplice, quasi banale. Anzi pare proprio che la legge sull’affido condiviso esista per ristabilire regole di vera tutela e affetti precedenti alla separazione dei genitori.

Un papà una mamma e tutti i nonni e zii e parenti di prima per ogni figlio di separati !. Bello no? Verrebbe quasi naturale pensare che ogni genitore che ostacola l’altro nella frequentazione dei figli, sarebbe da condannare.. apostrofare, educare, punire per ricondurlo ad una visione bigenitoriale.

Peccato però che le cose proprio così non vadano, infatti la legge basata sull’equa frequentazione e sulla residenza e permanenza anche coi nonni, subisce una selvaggia interpretazione da parte dei magistrati un po ovunque nei tribunali dello stato, che va purtroppo nella direzione opposta al dettato di legge e si fonda sul presupposto o preconcetto che i figli sono cose solo per donne…. E come se ogni coppia che si separa avesse al suo interno uno dei due da eliminare non solo dalla vita dell’altro coniuge, ma anche dai figli., un assunto assurdo che fa funzionare la fabbrica dei divorzi. Il divorzificio produce quindi iniquità e sottrazioni affettive pensantissimi, mascherando con la bella definizione di affido condiviso ancollata come etichetta su un giudizio… che con quel nome ben poco ha a che fare.

Chi leggesse tante sentenze che ci pervengono, scoprirebbe che di condiviso hanno veramente solo il nome, svuotate dai principi guida della legge e volutamente ricondotte ad affidi pressoché esclusivi. L’istat quindi indica che in Italia nella maggioranza dei casi, la legge viene applicata, le associazioni sostanziano invece che viene dribblata e falsamente nominata. Facile quindi, leggendo le sentenze rendersi conto del grande inganno.

Non sappiamo valutare se sia prevalente nelle istituzioni una visione “punitiva” del divorzio o piuttosto sia una resistenza culturale, o una incapacità ad accogliere la proposta di questa legge, ma nella sostanza si condanna ancora oggi pesantemente il genitore maschio nell’85 percento dei casi e lo si allontana dalla casa coniugale e dai figli, con una modalità sottaciuta apparentemente inspiegabile. Viene davvero da arrabbiarsi quando ci si rende conto che la Bigenitorialità proposta dalla legge 54/2006 utile per i nostri bambini viene di fatto annullata e bay-passata talmente sono iniqui i tempi di frequentazione coi nostri figli e le possibilità di vivere serenamente con loro sanciti nella stragrande maggiornaza delle sentenze.

La grande “carenza”, salvo un 5% dei casi, vale solo per i papà. Per quel fatidico 85 percento di uomini che vengono esclusi e quell’85 % di bambini a cui vengono sottratti i loro genitori padri. Rimane saldo un 10% di affidi a istituti o famiglie affidatarie terze.

A separazione avvenuta, inoltre, lo stato onera l’uomo del costo di sopravvivenza della ex moglie, come se a lei non fosse permesso lavorare ed emanciparsi in autonomia, producendo un onere a vita!
Paragonando la relazione ad una attività che fallisce, non si capirebbe perchè un socio debba rifondere l’altro a vita, ma anche facendo altri pensieri le incongruità emergono pesanti. Nulla toglie invece le singole responsabilità economiche dei genitori verso i figli, che meritano dignità ed una vita serena almeno fino alla maggiore età.

Con questo scenario sposarsi è un missione a rischio, non solo per l’uomo ma anche per i figli che potrebbero nascere da unioni destinate a possibili separazione. (Oggi in italia il 30% delle coppie si separa entro i primi 3 anni ed il restante 70% si separa entro i primi 10 anni, fonte: RdC). Ma il dato più recente parla del 40% di separazioni in Liguria, aggiornato al marzo 2o10, quindi con un incremento deciso del fenomeno.

Le statistiche aprono uno scenario inconfutabile, mentre emerge solo agli addetti ai lavori un altro dato preoccupante e sintomatico che la dice lunga: -se fino a quattro o cinque anni fa, (stupisce in tal senso anche la coincidenza con la data d’ entrata in vigore della legge del 2006 sul Affido condiviso), le richieste di separazioni erano fisiologicamente al 50% fra uomini e donne, oggi la richiesta perviene al 70% dal pubblico femminile, questo dato fa riflettere. Sposarsi oggi e “fare famiglia” diviene veramente una missione rischiosa in primis per i mariti.

Ogni fenomeno sociale richiede tempo per essere assimilato da tutti. Da una parte la società si evolve velocemente ma le istituzioni assimilano a bassissima velocità. Se il fenomeno della Bigenitorialità è un aspetto da metabolizzare, possiamo dire che la tabella di marcia, evidenzia un metabolismo assai lento. Ma oltre a ciò, uno sguardo obiettivo è doveroso e ci porta anche a valutare altri aspetti fra cui il primo macroscopico: c’è chi rema decisamente contro alla tutela dei minori almeno dal punto di vista nell’ottica bigenitoriale.

Chi ? Come? Perché? Ci pare doveroso fare accuse anche perchè sappiamo bene che nessuno verrà mai nè perseguitato nè punito in ambito istituzionale, la punizione è a senso unico quindi ne beneficiano solo genitori e figli!

Ma questa situazione ci rende liberi d’esprimerci, e ci solleva da ogni scrupolo di coscienza. Oggi la tutela dei minori nasconde interessi di adulti che con quelli dei minori nulla hanno a che fare. A questa tutela dei minori noi ci sentiamo di dire: NO GRAZIE.

Incentiviamo e promuoviamo invece una cultura dei figli (http://www.youtube.com/watch?v=yIpW-08LiCQ), che li pone al centro della coppia genitoriale, affinchè possano crescere con entrambi serenamente non in situazioni di spartizione ma di piena accessibilità ad entrambi, e se può apparire difficile avere due genitori separati e due case, siamo certi che è ancora più difficile e rischioso psicologicamente vivere senza un papà, per tutta la vita.

Molte testimonianze in tal senso ci vengono proprio da figli di separati delle prime generazioni (post legge sul divorzio) , testimonianze attendibili a cui prestiamo orecchio e che indicano che il “litigio” post separativo è funzionale solo ad ottenere per l’altro genitore dei benefici. Contro la politica dei benefici proponiamo la centralità dei figli, con l’assoluta convinzione che questa funzioni come deterrente e consenta l’annullamento di moltissime dispute familiari e l’alleggerimento delle aule dei tribunali. E nella piena convinzione che amare i propri figli non venga disciplinato da un tribunale vecchio e anacronistico come quello dei minori che in Italia ha un ordinamento vecchio di 50 anni… a tal proposito ci auguriamo giungano quelle riforme istituzionali che avranno il buon senso di abbattere questa istituzione obsoleta sostituendola con un tribunale della famiglia, con l’autorevolezza necessaria ad un efficace governo.

Roberto Castelli,
Presidente dell’Ass. Genitorisottratti
www.genitorisottratti.it

3 commenti

  1. Naturalmente concordo pienamente con questa lucida analisi fatta dal sig. Roberto Castelli.
    Sarebbe bello che questo scritto fosse pubblicato dai giornali nazionali, perchè ormai sono convinto che solo con una forte risonanza delle tragedie che si celano dietro le sentenze dei tribunali per la gestione dell'affido dei figli, possa servire a cambiare le cose che oggi sono un vero e proprio tumore della nostra società.
    Mando tutti i mie ringraziamenti per l'impegno che mettono in questa causa, tutte le persone di http://www.genitorisottratti.it.

  2. Io aggiungerei che l'esperienza della legge del 2006 dimostra proprio il contrario di quelli che molti dicono. E' necessario fare una legge che prescriva nei particolari come regolarsi perchè i giudici si sono rivelati incapaci di applicarla secondo equità e buon senso. Nella fattispecie il tempo paritetico deve essere la regola e così pure una perequazione rispetto alla assegnazione della casa coniugale proporzionale alla percentuale di proprietà e al valore dell'immobile qualora fosse affittato. A questo punto naturalmente si contribuisce alle spese straordinarie in base ai redditi in modo diretto, per evitare speculazioni (e si aiuta il coniuge piu' debole in presenza di una forte sperequazione di reddito).

  3. La legge italiana e la sua applicazione non si occupano della famiglia o dei coniugi ma solo, a parole, dei figli secondo un modello americano che in Italia, paese con scarso civismo, non funziona.
    Così sono proprio i figli le vittime della peggiore ingiustizia: oltre che perdere un genitore avvertono (senza poter giudicare equilibratamente a causa della giovane età) le angherie subite dal papà o dalla mamma (più sovente dal papà), accettate, promosse o istigate dai benpensanti che non le hanno sperimentate o che ne traggono vantaggio, legalizzate, e che un domani potranno riguardare loro stessi quando saranno diventati adulti.
    Evidentemente la sicurezza delle relazioni famigliari non è ai primi posti da noi. Prima vengono altri interessi, forse anche quello di sfruttare al massimo una gioventù che quindi va recisa dai suoi legami famigliari. E’ il caso di porre rimedio a queste prevaricazioni che uccidono le famiglie. Forse si potrebbe iniziare con una proposta avanzata dal dott. Vezzetti di Varese di garantire ad entrambi i genitori di incontrare i figli applicando davvero l’affidamento condiviso esplicitando la percentuale del 50 % per togliere ogni equivoco, nei casi delle separazioni che comunque non dovrebbero essere favorite o istigate da estranei come si sta facendo adesso.

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