20/01/2010 – Un pakistano rapisce la figlia che “abbraccia” i costumi occidentali. – Non è la prima volta che succedono episodi come questo e sorge spontanea una domanda: è giusto che la religione di un etnia che ha scelto la nostra nazione per vivere, possa determinare scelte per i mebri della su famiglia così in antitesi coi principi della nazione ospitante? Il buon senso insegna che a casa di altri si entra con i dovuti modi e nel pieno rispetto di chi ci ospita, ma qui la situazione è più complessa poichè tocca la sfera famigliare, le sue abitudini e costumi. Una cosa è certa, la violenza è inaccettabile e solo per questo occorre mettere quell’uomo al centro delle sue responsabilità. L’episodio del rapimento famigliare deve rappresentare per il governo un campanello di allarme che è già suonato altre volte. Questo è un aspetto da affrontare e risolvere fin dall’origine, fin dall’entrata nel territorio italiano per tutti coloro che intendono abitarvi affinchè siano responsabilmente informati che oltre a diritti vi sono regole e leggi uguali per tutti nessuno escluso, e che loro e i loro figli non potranno vivere avulsi dalla realtà che li circonda. Altrimenti si profila l’ipotesi del temporaneo rifugio in un paese ospitante…ma le cose non pare proprio che stiano in questi termini.
Da poche ore hanno preso padre e madre, ed il fratello tutti coinvolti nella sottrazione, ci sorge un dubbio, che ne faranno? Come li indurranno a ragionevolezza? Con la galera?, Quanto può la legge contro usi e costumi di una cultura come quella pakistana che prevede matrimoni combinati?
SPECIALE SUL CORRIERE DELLA SERA DI OGGI su questo argomento, matrimoni combinati, minorenni rom venduti
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