Troppa è la insoddisfazione, troppe le lagnanze, i casi di denegata giustizia, disparità di trattamento, disapplicazione dell’affido condiviso e via discorrendo. Ripropongo dei brevi cenni relativi a possibili modifiche legislative, già da me pubblicate in rete ed ampiamente condivise da chi sta vivendo le problematiche della separazione e del divorzio (e per le quali esiste già qualche disegno di legge) ma propongo anche quella che per me sarebbe realisticamente la soluzione ideale e definitiva. Molto sinteticamente e andando al sodo, in maniera magari approssimativa ma comprensibile: 1) Divorzio breve (abolire i tre anni tra separazione e divorzio). 2) Eventuale assegno di mantenimento al coniuge solo per un periodo limitato, in attesa che si trovi un´occupazione (massimo 1 anno). 3) Per i figli, mantenimento diretto: anziché corrispondere soldi all’altro coniuge, ogni genitore provvede al mantenimento del figlio acquistandogli ciò che gli serve o provvedendo direttamente a ciò che occorre (eventuale assegno perequativo calcolato su parametri prefissati solo in casi di effettiva e conclamata necessità). 4) Se un genitore ostacola il rapporto paritetico del minore con entrambi i genitori, è condannato a pagare un risarcimento e l’affidamento passa all’altro genitore in via esclusiva. 5) Chi non si prende cura dei figli è condannato ad un risarcimento. 6) Chi trasferisce la residenza senza previo consenso dell’altro coniuge, perde l’affidamento che viene dato in via esclusiva all’altro coniuge. 7) Chi si trasferisce, sostiene le spese di trasferimento che l’altro coniuge deve sostenere per le visite al figlio. 8) Tentativo di conciliazione obbligatori prima di andare davanti al giudice. 9) introduzione dei patti prematrimoniali.
Tuttavia se vogliamo essere realisti dobbiamo considerare che la legge attuale è relativamente recente (2006), quindi è da escludere che possa essere modificata in tempi brevi. In ogni caso, le iniziative parlamentari non hanno la spinta popolare e quelle esistenti non sono neanche calendarizzate. Questo è lo stato di fatto.
Piaccia o meno, è così.
Ritengo che una proposta di legge di iniziativa popolare, invece, sia molto più efficace in relazione alla opinione pubblica e possa avere maggiore riscontro mediatico, quindi avviare il dibattito ed essere votata in Parlamento.
Va però considerato che la proposta di legge di iniziativa popolare per essere efficace e comprensibile deve riguardare una questione sintetica, chiara, breve, deve riferirsi ad un tema secco, richiedere una posizione netta, bianco o nero. Non devono esserci tanti articoli e complicazioni.
Allora la proposta di legge di iniziativa popolare per me deve colpire il male alla radice, evitando che si generi, quindi non può che riguardare l’introduzione anche nel nostro ordinamento dei patti prematrimoniali.
Istituto già presente nei paesi del common law, i paesi anglosassoni, i quali già godono di questo importante privilegio, sono già adusi storicamente a riconoscere maggiore spazio alla sfera dell’autonomia privata.
L’introduzione dei patti prematrimoniali abbatterebbe quasi completamente la litigiosità post matrimonio che tanto danneggia i bambini e farebbe da formidabile “traino” alle riforme successive. Si, perchè questo è il vero punto. Fare da traino, spostare il baricentro del dibattito sulla maggiore automonia ai privati. Insomma, la vera svolta culturale. Perchè di questo si tratta. Dopo una modifica del genere, nulla sarebbe più come prima e si spianerebbe naturalmente la strada alle riforme auspicate, che io stesso propongo e ritengo importantissime.
Riforme che a quel punto, una volta ammessi i patti prematrimoniali, andrebbero a beneficio prevalentemente dei matrimoni pre-riforma e continuerebbero ad essere utilizzate solo per pochi decenni, per poi cadere parzialmente in disuso. Intendiamoci, anche i patti prematrimoniali non possono regolare tutti i rapporti futuri, non potrebbero riguardare più di tanto la sfera “personale” e lasciano parzialmente aperto il campo ad eventuali impugnazioni, ma sarebbero problematiche residuali come l´ormai pluridecennale esperienza anglosassone insegna.
Il mondo delle separazioni cambierebbe radicalmente e tanti drammi che oggi si consumano sarebbero solo un ricordo, quanto meno in termini quantitativi. Sarebbe importante, dunque, avviare una riflessione sulla prospettiva di introdurre anche nel nostro ordinamento i patti prematrimoniali, i “prenuptial agreeements”, attraverso una proposta di legge di iniziativa popolare.
Avv. Domenico Marotta
*Avvocato del Foro di Milano

