In primis occorre precisare che il fenomeno violenza maschile verso il femminile è sovrastimato, come dimostrato (o, più correttamente: svelato) dall’analisi dell’indagine su “domande/risposte” relative all’indagine commissionata dalle Pari Opportunità all’ISTAT nel 2006, come spiegato nell’articolo:
http://www.genitorisottratti.it/2010/05/dentro-la-mistificazione-della-notizia.html
Abbiamo diviso due tipi di situazioni critiche, quelle in famiglia tradizionale ancora unita e quelle in famiglia separata, assai più a rischio.
Nel primo caso, occorrerà fare riferimento all’ISTAT essendo la stessa responsabile dell’elaborazione di dati manipolati e manipolatori, per chiarire la volontà intrinseca che invalida i questionari, ed evidenziare parallelamente uno spreco di denaro pubblico, oltre che un’indagine faziosa, che si rivela – in termini di attendibilità – un sostanziale nulla di fatto.
Nel secondo caso della violenza fra ex coniugi con figli, la situazione è talmente palese che – anzichè riportare numeri, sentenze e trend relativi all’amministrazione della giustizia italiana o sulla falsità strumentale della maggior parte delle denunce del femminile verso il maschile – preferiamo riassumere e quindi divulgare un’equazione, una risposta esaustiva e realista, che è lo specchio di una realtà gestita ad hoc e che si rivela la fonte stessa del disagio e della violenza:
– Se, al contrario di tutto ciò che accade oggi, togliessimo sistematicamente i figli alle madri, se le privassimo del reddito, se le sfrattassimo da casa facendole finire alla Caritas, se limitassimo loro drasticamente i contatti con i figli, se ostacolassimo ogni coinvolgimento materno nel processo di crescita della prole, se le accusassimo falsamente dei reati più ignobili al solo scopo di escluderle dalla vita dei figli; se alle loro resistenze rispondessimo con ennesime denunce di stalking; se la smettessimo di far coincidere sempre ed unicamente il concetto di parte debole col “femminile”: ci ritroveremmo immancabilmente, nel giro di un anno, a commentare una maggioranza di donne disperate che si suicidano, mentre altre aggredirebbero i loro ex partner, implementando progressivamente il numero di omicidi; il che, andando ad aggiungersi al crescente numero di infanticidi e violenze verso gli anziani, svelerebbe un’immagine alquanto diversa da quella oggi accreditata dai media.
Noi sosteniamo molto semplicemente che, a parità di condizioni, entrambi i sessi del genere umano sanno ricorrere a soluzioni estreme. Occorre doverosamente porre la lente d’ingrandimento sull’aspetto dell'”induzione alla violenza”, come accade anche nelle specie animali selvagge, ove la mancanza di spazi vitali, di cibo o alcune deprivazioni, inducono episodi di devastante violenza.
Occorre quindi risalire alle cause e non fermarsi ai fenomeni per non essere depistati dal solo effetto della spettacolarità del finale (risalire alle cause è infatti un approccio comune alla medicina, all’area della ricerca scientifica ma anche all’ economia).
Nel caso degli animali, il fenomeno della violenza deriva in gran parte dal corso della natura. E se – come sostengono molti – la razza umana è da sempre anche assassina, occorre rendersi ben conto che tale razza è composta da maschi e femmine.
Nel caso di uomini/padri separati (escluse patologie pre-esistenti) il fenomeno della violenza verso se stessi o verso altri è spesso riconducibile ad una stressante ed eccessiva penalizzazione del genere maschile e l’elemento scatenante è la sottrazione o allontanamento forzato dai figli, dove gran parte della responsabilità è certamente delle istituzioni che, in veste di inibitore progettuale – per la loro iniqua distribuzione dei compiti – fungono da collettore di rabbia, convogliandola verso il femminile, genitorialmente indicato come prescelto e massimo privilegiato, sempre.
La cura esiste:
equo posizionamento dei figli al centro della coppia coniugale, in totale rispetto della legge 54/2006, in totale rispetto di TUTTE LE PARTI COINVOLTE, quindi la fine di attribuzione di privilegi di parte, la fine di squilibri abnormi nel trattamento dei due genitori e la fine di un demagogico depistaggio politico che sta avvenendo ancora oggi a 4 anni dall’emanazione di una legge forse non scritta benissimo, ma – così applicata – non certo funzionale alla tutela dei minori.
Legge, la 54/2006, che nella sua lettura non lascia dubbi (EQUILIBRATA FREQUENTAZIONE DEI DUE GENITORI E RELATIVI RAMI GENITORIALI); mentre i dubbi prendono corpo quando viene faziosamente applicata, condannando un genere – ed uno solo – oltre che i nostri figli.


C'è una verità scomoda, magari con presunzione, ve la faccio conoscere:
a) le violenze non hanno sesso vedi: http://violenza-donne.blogspot.com/
b) le violenze fisiche-sessuali-psicologiche vengono perpetrate sia da uomini che da donne; anche se in misura diversa per le singole
tipologie.
c) Le violenze fisiche gravi vengono perpetrate per il 75-80% da uomini e
per il 20-25% da donne. Le violenze fisiche, gravi e non gravi, sui bambini* e sugli anziani (i deboli) vengono perpetrate per una notevole parte da donne, questo pone il leggittimo dubbio che se fossero state più forti degli uomini ne avrebbero approfittato come adesso vigliaccamente fanno gli uomini con loro e loro con anziani e bambini.
d) Le violenze sessuali vengono in gran parte commesse da uomini (più
forti fisicamente…..);
e) gli abusi sessuali per la maggior parte dagli uomini ma con percentuali significative, crescenti e per nulla trascurabili da donne.
Rimarrebbe da definire SE E' VIOLENZA E QUANTO GRAVE RISPETTO AD UNO STUPRO:
-farsi uno o più figli con altri uomini e far credere che sono del marito; -accusare falsamente di maltrattamenti (80% denunce false, fonte procura); -accusare falsamente il marito di abusi sessuali sui figli;
-estromettere IMPUNEMENTE il padre separato dalla vita dei figli etc. etc.
Vincenzo M.
Credo che sia giunto il momento di FAR RIPOSARE quelli che "inventano" le LEGGI, perche’ di leggi ne abbiamo gia’ abbastanza. Direi che ne abbiamo anche troppe e come vediamo spesso non vengo neanche’ rispettate ……
Penso che sarebbe molto meglio far lavorare i BRAVI PSICOLOGI perche’ trovino un modo molto efficace per GUARIRE la FAMIGLIA in tempi brevi!
Ci sono troppe organizzazioni, associazioni, fondazioni, singoli cittadini che cercano di fare qualcosa per fermare la violenza, tutti sparsi un po' di qua' un po' di la'.
Tutti combattono la VIOLENZA ma la violenza continua a dilagare – ci vuole un BRAVO COORDINATORE capace di organizzare il lavoro di tutti interessati ad eliminare la VIOLENZA dalla circolazione, perche’ lo SCOPO di tutti e’ lo stesso !
Ci vuole PIU” psicologia MENO leggi !!!!!!!!!!
Sabina Gatti
"- Se, al contrario di tutto ciò che accade oggi, togliessimo sistematicamente i figli alle madri, se le privassimo del reddito, se le sfrattassimo da casa facendole finire alla Caritas, se limitassimo loro drasticamente i contatti con i figli, se ostacolassimo ogni coinvolgimento materno nel processo di crescita della prole, se le accusassimo falsamente dei reati più ignobili al solo scopo di escluderle dalla vita dei figli; se alle loro resistenze rispondessimo con ennesime denunce di stalking; se la smettessimo di far coincidere sempre ed unicamente il concetto di parte debole col "femminile": ci ritroveremmo immancabilmente, nel giro di un anno, a commentare una maggioranza di donne disperate che si suicidano, mentre altre aggredirebbero i loro ex partner, implementando progressivamente il numero di omicidi; il che, andando ad aggiungersi al crescente numero di infanticidi e violenze verso gli anziani, svelerebbe un'immagine
alquanto diversa da quella oggi accreditata dai media."
QUESTA CONSIDERAZIONE RACCHIUDE IN SINTESI LA VERA ESSENZA DEL PROBLEMA.
La Costituzione della Repubblica Italiana recita:
Art. 3
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
Di fatto, tale uguaglianza fra i due sessi non viene rispettata a livello giudiziario nonostante la giustissima legge sull'affido condiviso.
Pertanto, le leggi esistenti HANNO BISOGNO DI ESSERE ULTERIORMENTE RAFFORZATE DA CHIARE DISPOSIZIONI CHE COSTRINGANO I GIUDICI AD APPLICARLE CORRETTAMENTE.
Non credo che serva uno psicologo per accertare la pericolosità sociale di un qualunque individuo (maschio o femmina) improvvisamente privato dell'affetto dei propri figli, della propria abitazione, e della possibilità di autosostentarsi economicamente.
AUSPICO UN RAPIDO INTERVENTO POLITICO AFFINCHE' LA LEGGE SULL'AFFIDO CONDIVISO, APPLICATA IN OGNI SUA PARTE, POSSA DIVENTARE LA REGOLA PRIMARIA PER OGNI SEPARAZIONE CHE VOGLIA VERAMENTE PRIVILEGIARE GLI INTERESSI DEI FIGLI.
Marco Salvatore