3 Settembre – 2010- Una giovane madre viene uccisa nel cortile di casa colpita da un proiettile calibro 22, all’origine del delitto le liti per l’affidamento dei figli.Giuseppe di Stefano 30 anni un operaio di origine catanese come la moglieTeresa Patania due anni più giovane, ha ucciso la donna che li aveva dato 3 figli, dopo l’ennesima lite per l’affidamento dei bambini. I due erano in fase di separazione e vivevano in due case diverse ma nello stesso stabile, un palazzo popolare in via Parrini, nella zona sud di Milano. L’uomo si è barricato in casa dopo l’omicidio ed ha minacciato gli agenti accorsi sul posto, chiamati dai vicini di casa, poi si è arreso ed è stato arrestato.
Fonte: Sky TG 24
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Non abbiamo alcuna notizia sullo stato di salute dei loro bambini, nessuna…ci soffermiamo su questa ennesima vicenda di sangue che offre due tipi di lettura, il primo fin quasi banale ove confluiscono le riflessioni di quelli che dipingono l’uomo come il carnefice rappresentante di un genere violento, (lettura con riflessioni sulla vittima e sul concetto di parte “debole”). Il secondo invece prende in considerazione le cause, ed è volto ad esaminare la “situazione forzata” in cui spiccano enormi diversità di trattamento secondo il genere sessuale, per gli ex-coniugi, ed in particolare sul tema AFFIDI MINORILI, che per noi rappresenta la quotidianità. Riteniamo che la massiccia disparità con cui viene disposto il trattamento post separativo fra uomo e donna: la conseguente attribuzione di obblighi doveri e affidamento dei figli, siano la cause prime responsabili dell ‘inasprimento delle relazioni, un fertilissimo terreno, un humus per conflitti fra genitori con la conseguenza, come in questo caso, di vittime ovviamente predestinate ed intrinseche al sistema. Un sistema garante che porta nel suo grembo il germoglio della violenza, un sistema che sulla violenza ci campa e per nulla intende cambiare strada nè tantomeno placare gli animi.
Dobbiamo sottolineare per l’ennesima volta che la mancata applicazione e la precisa volontà di ricondurre l’AFFIDO CONDIVISO, ad una legge analoga all’ AFFIDO ESCLUSIVO, continua a produrre vittime e la principale responsabilità è certamente da ricercare nel settore GIUSTIZIA. Il legislatore ha scritto una legge CHIARA, che posiziona i figli in mezzo ai due ex coniugi per non deprivarlo di papà e mamma e tantomeno dei nonni delle due parti, la gestione di questa legge da parte della magistratura, INVECE, ha di fatto annullato “il progetto sociale” per il quale la legge era stata scritta. Si osserva una anomalia pericolosa: una Magistratura che si sostituisce al Legislatore, e anzichè applicare la legge la riconduce al vecchio affido prèssochè esclusivo, in sostanza la magistratura si frappone alla legge e ne blocca gli intenti riadattandola ad una visione non consona al progetto per il quale la legge era stata scritta!!
Ora, osservare che esistono vittime che lasciano questo mondo, ci rattrista incredibilmente, si produce solitudine e dolore per tutti i bambini coinvolti in queste vicende. Ricordiamo le migliaia e migliaia che in questo sistema che di preferenza recide le relazioni genitoriali, qui rimangono, straziate negli affetti e deprivate di uno dei due genitori. Nel 2010 questo succede quotidianamente, qui, ora, oggi nei tribunali italiani, una spartizione di beni e figli, non una condivisione di genitorialità come richiesto all’Italia dalle convenzioni che il nostro paese ha ratificato e così ignobilmente ignorato! questa è la routine italiana. La vera responsabilità di tutti questi drammi è sotto gli occhi disincantati di tantissimi genitori separati: -Una mancata volontà di riconoscere ad entrambi i genitori la possibilità di accedere ai figli in egual maniera. Questa rappresenta la causa della morte della giovane donna, ma rappresenta pure il dolore di milioni di persone e migliaia di bambini attorno a noi, in un silenzio drammatico e devastante insieme ad un pesante senso di vergogna che ci accompagnerà sempre finchè non si troveranno EFFICACI RIMEDI, e ci accompagnerà a votare, (forse) con una nuova sensibilità verso chi inneggia a questo sitema gustizia. Non dimentichiamolo.
La Redazione

Notizie di questo genere non lasciano molte parole..alla tragedia si aggiunge un caos di opinioni e riflessioni che sono spesso motivo di contrasto e di opposizione….il terreno non è minato di +.In preda all'emotività della tragedia consumatasi non si può dire di + che qualsiasi forma di violenza deve essere condannata…purtroppo l'emotività impedisce a molti di accettare anche di capire il perchè di certi fenomeni e soprattutto di allargare la propria riflessione su cosa sia la violenza….
Troppo spesso si associa alla violenza una sola manifestazione…mentre chi vive sa che le forme sono molteplici e molto spesso subdole…
Se c'è una donna che soffre, viene maltrattata…viene persino uccisa…ci sono uomini che vengono uccisi ma lentamente….dissanguati….privi persino di poter esprimere il proprio dolore…molte volte,troppe volte inascoltato…ma questo lo riconoscono in pochi…anzi ci sono uomini colpevolizzati ed accusati dal sistema di egoismo perchè chiedono di trascorrere tempo con i figli…
Questa violenza perpetrata in nome dei figli,da madri ed istituzioni prevenute,si consuma sotto gli occhi di tutti come un male necessario…
A poco sono serviti fin ora gli appelli…perchè alle vittime predestinate(i figli) non se ne aggiungano altre (i genitori tutti) chi muore e chi continua a vivere con la morte nel cuore non solo di aver ucciso un essere umano, ma di aver visto prima se stesso essere ucciso senza poter far nulla…
Ciò che temo è che si prendano a pretesto queste vicende per bloccare un processo di cambiamento socio/culturale….a coloro che intendono farlo si spieghi che tali manovre non eviteranno le uccisioni…il padre che ha ucciso è vittima e carnefice allo stesso tempo…
Qualche tempo fa ho saputo di un papà morto a soli 40 anni d'infarto dopo aver combattutto per stare con il proprio figlio, e chissà quanti ce ne sono che muoiono di crepacuore a causa di queste situazioni,ma è ovvio che nella cartella dell'autopsia o sulla tomba non sarà scritto perchè sia accaduto…
Chi vive come me queste tragedie, costretto ripetutamente a stare lontano dal proprio figlio, anche con la scusa che sta male,sa quanto questo sia logorante.
Lottare per una giusta causa e morire per essa?Vedere il tempo passare e sfuggirgli di mano le cose importanti…pensare che parlarne serva, ma non risolva il problema….almeno non nei tempi che uno si aspetta…sentire lontano le istituzioni che ci devono tutelare…
Fosse per me…proporrei un presidio fisso davanti alle istituzioni parlamentati,di tutti quelli che credono nella causa dei nostri figli…