Questo provocatorio fotomontaggio è stato spedito al candidato sindaco della città di Bologna, insieme ad una lunga lettera, per ricordargli che delle politiche che riguardano i “separati con figli” non se ne parla proprio, ma anche per rispondere ad una sua poco felice comunicazione elettorale che riportiamo sotto
Chissà se la politica riterrà opportuno considerare prima o poi i figli dei separati ed i separati stessi come persone e non come scarti di lavorazione.
“PIU’ TEMPO ALLE MAMME, ZERO SCUSE AI PAPA’…Parliamo a nome di tutti quei padri che non accampano alcuna scusa, che accettano condizioni lavorative svalutanti, che inquinano il rapporto con i colleghi e superiori chiedendo spesso cambi turno, che non esitano a subire riduzioni di stipendio, che rischiano il fallimento come liberi professionisti, tutto per poter stare più tempo con i loro figli. Invitiamo coloro che hanno ideato, promosso e condiviso questo slogan a conoscere la realtà dei nostri padri separati, che vogliono continuare ad essere quello che erano prima di rappresentare la “controparte” in accordi consensuali o nei provvedimenti dei tribunali: genitori partecipi e coinvolti nella vita dei loro figli.Amareggia e delude dover constatare come ancora oggi l’archetipo del pater familias, dedito esclusivamente al sostentamento dei bisogni materiali della famiglia, campeggi nelle strade di una città europea ( o che a tale rango aspira ) come Bologna e soprattutto nella forma mentis di persone che non riconoscono ai padri e alle madri un pari impegno ed interesse all’educazione e alla crescita emotiva dei propri figli. Comprendiamo l’esigenza implicita nella creazione di claim o slogan, quella di semplificare concetti, ma il rischio, come in questo caso, è di divenire insensibili ai cambiamenti della società e rinforzare modelli culturali che poco aderiscono alla realtà attuale.Se per la campagna di un candidato sindaco della città ( ex ) modello del buon governo, capitale del fare e della solidarietà, si sceglie di utilizzare un anacronistico quanto irrispettoso stereotipo come “ più tempo alle mamme, zero scuse ai papà”, non ci dobbiamo stupire se nelle cause di separazione il padre continua ad essere visto e trattato come colui che in casa è sempre e comunque poco presente e che può occuparsi dei figli solo come un genitore di serie B.Come Associazione Padri Separati abbiamo chiaro il nostro compito: continuare a diffondere la nostra esperienza e fornire spazi di riflessione affinché la capacità e la volontà di assumersi la responsabilità del ruolo genitoriale venga riconosciuta come propria tanto delle mamme quanto dei papà”.Associazione Padri Separati



Invito il candidato sindaco Virginio Merola,ad entrare dentro le aule di un tribunale e constatare di persona quanto "vale"un papà….meno di zero….!!!
Giuseppe Pasqui