AIAF PUO’ PROVARE QUANTO SOSTIENE?


Un volantino AIAF Lombardia, datato 10 maggio, esalta l’operato dell’associazione che dipinge i propri iscritti come difensori di padri e madri, ma soprattutto paladini dei diritti dell’infanzia, e dichiara in conclusione di impegnarsi per una “piena e sostanziale applicazione del principio di bigenitorialità”.


Perfetto, come non concordare?
Sarebbe interessante verificare in quale misura le dichiarazioni d’intenti trovano corrispondenza nell’applicazione pratica Tre sole domande

  • È disposta l’AIAF a fornire prova documentale di quanto sostiene?
  • È in grado di fornire un campione di 1.000 sentenze o decreti per ogni anno di vigenza della norma novellata, in cui una delle parti era assistita da un membro AIAF?
  • E’ possibile verificare, dati alla mano, cosa un membro AIAF intenda per “piena e sostanziale applicazione del principio di bigenitorialità”??

Sarebbe utile che il campione fosse rappresentativo per quanto riguarda la suddivisione per area geografica, età, occupazione e fascia di reddito delle parti, oltre ad avere percentuali simili di assistenza alla parte maschile o femminileOvviamente sono da considerare solo le scissioni di coppie, coniugate o conviventi, con prole in età 0-18; le coppie senza figli o con figli trentenni non rilevano ai fini del principio di bigenitorialità. Potrebbero emergere dati interessanti dall’analisi delle formule utilizzate, di tempi e modi di cura della prole, delle misure di mantenimento. Certi della ferrea volontà da parte dell’AIAF di dimostrare all’Italia intera la bontà del proprio operato, rimaniamo in attesa di cortese risposta.SOTTO RIPORTATO IL VOLANTINO, cliccaci sopra se vuoi ingrandirlo per la lettura.

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