STATO VIENI FUORI

-Gli uomini sono tutti uguali. Ma scusa, il padre dei miei figli se n’è andato, scomparso, dov’è ora?.

E le mamme sole che devono far crescere una famiglia da sole? e i bambini senza un padre…

Sento parlare solo di padri separati. Ma ce ne sono tanti che non vogliono prendersi responsabilità?

E tu che proponi per quei padri che non gliene frega niente dei figli..? Sempre sta storia dei padri separati….uffff.

Nel frattempo a casa mia…

HO APERTO IL FRIGO; volevo preparare una cena, sapevo di avere varie cose …ho cercato di strutturare un menù sulla base di ciò che avevo, e così è stato. Avrei potuto pensare ad organizzare qualcosa con ciò che non c’era?

Quando si pensa a ciò che c’è, ci si orienta alla realtà, al , Hic et nunc, al -Qui e Ora- detta all’italiana!.

Molto spesso le donne questo lo sanno bene e applicano la regola proprio prima di preparare pranzi e cene. Per non parlare di chi sa fare di necessità virtù. E’possibile cercare l’ingrediente “mancante”, ma comporta spesso dispendio di molte energie, fra cui tempo e denaro, cosa fattibile se si possiede quindi tempo e denaro e la voglia di realizzare un progetto a prescinde dalla disponibilità dell’esistente.

Con questo aneddoto mi sono permesso di rivolgermi alla Casellati per dirle che è bene cominciare (lei per prima, noi l’abbiamo già fatto!) a distinguere fra genitori assenti e genitori disponibili ed esistenti, perché cominciare dal RICONOSCERE la disponibilità degli esistenti, è un passo doveroso, sano ed etico (ma pure rispettoso!) per aprirsi una via verso quelli che non ci sono. I pessimi genitori assenti di cui sopra.

Non si può più trattare chi c’è, alla stregua di chi non c’è. Ne tantomeno consentire a questa giustizia di sentenziare sempre allo stesso modo nel 90% dei casi senza fare alcun DISTINGUO! Per una giustizia così basterebbero dei computer programmati ! (Un enorme e fantastico risparmio economico !!)

Ho letto due giorni fa su di un sito in cui era in atto una discussione sul tema la povertà femminile post separativa che indicano i padri separati “come presenti” per i figli solo nel 20% del totale e a torto o ragione se ne escono dalla relazione con l’ex. ( ma non erano i papà i poveri senza casa che dormono in auto e mangiano alla Caritas? robe da matti, si legge tutto e poco dopo il contrario di tutto) ovvero che solo uno scarso 20 per cento della popolazione maschile separata, intende stare accanto ai figli anche dopo la separazione. Ma, anche ammesso che questo numero sia vero, ammesso anche che l’attendibilità della percentuale fosse pur solo del 4%, credo che solo uno stolto, un malaccorto, uno sprovveduto, impiegherebbe 5 anni, dal 2006 ad oggi, per accorgersene, e strutturerebbe sentenze così discriminanti e a senso unico come nel caso dell’affido condiviso.

Il sospetto è che l’intelligenza ci sia, da parte di chi opera nella giustizia, e che esista proprio una pervicace volontà annientativa delle percentuali “sane” piccole o grandi non conta.

Ed anche se le motivazioni esistenti, le resistenze, i perchè, possono essere molteplici, non serve più raccontarcele fra noi, già li sappiamo e non servono a risolvere NULLA.
I “LORO” PERCHE’ NON CONTANO DAVANTI AI NOSTRI, il perché del NOSTRO ESSERCI è a prescindere da interessi di terze parti!
NOI ci siamo per i nostri figli, per una società evoluta e al passo coi tempi questa motivazione non può e non deve’ AVERE ANTAGONISTI IN NESSUNA SOCIETA’ che si reputi CIVILE.

Ecco perché eravamo in piazza ieri a testimoniare che le ragioni dell’amore verso i figli non hanno più intenzione di ascoltare nessun PERCHE’ da una giustizia sorda e di una politica assente.
E’ importante quindi urlare a voce alta

Molti politici si sono presi impegni, alcuni hanno fatto promesse, moltissimi di noi ora sono testimoni di ciò. Ora staremo a vedere, e se le promesse risulteranno vane. Credo che alle manifestazioni potranno solo succedere avvenimenti diversi. Perché portare padri e madri privati dei figli, in piazza, è da non ripetersi, non più con queste modalità.

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