La madre che non riesce coltivare i rapporti affettivi col figlio, e allo stesso tempo presenta una patologia psichiatrica importante, è considerata un rischio per il minore: via libera, allora, allo stato di adottabilità. È quanto emerge dalla sentenza della Corte di cassazione depositata il 30 settembre 2011.
La donna, che ha grosse difficoltà nei rapporti parentali e interpersonali, propone ricorso avverso il rigetto della domanda proposta alla Corte d’appello di Bologna avverso la sentenza del Tribunale per i minorenni che aveva dichiarato lo stato di adottabilità del figlio.
I motivi del rigetto si fondano su di una situazione psichica importante, in quanto affetta da un disturbo di border line, con componenti di natura schizoaffettiva, e da notevoli difficoltà ad accudire il bambino; situazione che inevitabilmente si è ripercossa sul comportamento del piccolo, tanto da rappresentare un pericolo.
Impossibile, in alternativa, accogliere la proposta di affidamento del bambino al nonno, dal momento che tra i due sono mancati rapporti significativi, evidenziati dall’assenza di incontri nel periodo in cui il nipote era collocato in forma protetta.
Si deduce che per il bene del bambino i giudici hanno optato per una decisione pesante per la madre, ma necessaria per il benessere del minorenne.
Fonte: www.cassazione.net
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