Il padre che non tenta di trovare un’occupazione lavorativa per far fronte ai suoi obblighi di mantenimento dei figli, omessi fin dalla nascita dei minori, rischia il carcere e il risarcimento dei danni.
Lo ha sancito la Cassazione che, con la sentenza 34481 del 10 settembre 2012, ha ritenuto inammissibile il ricorso contro la Corte d’appello di Milano che ha condannato un padre alla pena di sei mesi di reclusione e 600 euro di multa, oltre al risarcimento dei danni per aver fatto mancare i mezzi di sussistenza ai tre figli minori avuti fuori dal matrimonio, omettendo di contribuire al loro mantenimento dalla loro nascita.
La sesta sezione penale, in linea con la Corte milanese, ha ritenuto infondato il ricorso sia per la sussistenza dello stato di bisogno dei figli minori che per la mancata dimostrazione, da parte dell’uomo, di trovarsi in uno stato di vera e propria indigenza economica, visto che la semplice situazione di difficoltà economica non è sufficiente a far venire meno l’obbligo di assistenza e contribuzione nei confronti dei figli.
Ma non solo. L’uomo, all’epoca studente, non ha provato ai giudici la ricerca di un’occupazione lavorativa per far fronte ai suoi obblighi, scegliendo invece di rimanere a casa dei genitori, lasciando così alla madre dei suoi figli l’onere di provvedere alla loro cura e al loro mantenimento.
La gravità della condotta omissiva, protrattasi per tre anni, ha portato la Suprema corte a decidere per l’inammissibilità del ricorso: pertanto, al papà inadempiente, non resta che pagare le spese processuali e 1.000 euro in favore della cassa delle ammende.
Fonte: www.cassazione.net
Peccato che…
…peccato che la massima non ci racconti i veri termini della vicenda; per cui è lecito formulare ipotesi:se il padre è ritornato a vivere dai genitori, non potrebbe averlo fatto anche la madre?..Se il padre non si è trovato un lavoro, non potrebbe essere accaduto anche alla madre?Ed allora, che differenza di assunzione di responsabilità ci sarebbe fra madre e padre?La differenza è questa: che la legge, nel momento stesso in cui ha posto la domiciliazione preferenziale presso la madre (probabilmente anch’ella mantenuta ancora dai genitori), l’ha esonerata DAI DENARI… A lei, per essere a posto davanti alla legge, basta il lavoro di cura ed accudimento (probabilmente, anch’esso sbolognato ai nonni materni…).E quindi, a parità di tutto, l’uomo va in carcere e la mamma è santa…
