Sì all’affido condiviso “alternato”: i figli restano nella casa familiare mentre i genitori ruotano, cioè si alternano con turni settimanali nell’abitazione per accudire i minori.
È quanto emerge dal decreto 158/13, con cui la prima sezione civile del tribunale di Varese omologa la separazione consensuale fra gli ex coniugi.
Il giudice dà l’imprimatur all’accordo raggiunto dalle parti, anche grazie ai rispettivi avvocati, Gaetano Lombardo per lui, Maria Grazia Simonetta per lei.
I genitori convivranno con i minori a settimane alterne: il turno comincia il lunedì all’uscita di scuola e fino alla mattina del lunedì successivo, al momento in cui i figli sono accompagnati alla fermata dello scuolabus. 
Nella settimana in cui non sono di turno, padre e madre staranno ciascuno a casa propria

…lo ignoriamo, ma questa potrebbe essere, in ipotesi, anche la casa dei rispettivi genitori (salvo ipotizzare, invece, che uno o entrambi gli ex coniugi abbiano la fortuna di un reddito decente e costante): è proprio questo presumibile sacrificio che ci rende chiaro e lampante quanto, in tutti gli altri casi, sotto l’ipocrita, untuosa ed abusata espressione “tutela del superiore interesse del minore” si celi, in realtà,  la volontà di esentare l’adulta da sacrifici di sorta…

anche se conserveranno la residenza nell’ex abitazione coniugale. Quando però sono chiamati a stare con i ragazzi, madre e padre dovranno cavarsela da soli, con tutte le incombenze domestiche, pulizie comprese.
Ognuno dei genitori esercita l’ordinaria amministrazione nel periodo di competenza, mentre devono essere adottate congiuntamente le scelte più importanti, come quelle in campo scolastico, sanitario e religioso, e comunque rilevanti per la crescita dei figli.
Analoga ripartizione subiscono le spese: sono straordinarie quelle relative a istruzione, salute, attività sportive e culturali. Madre e padre si dividono gli assegni familiari e le spese del mutuo per la casa. Precisa la regolamentazione delle giornate festive e delle ferie. «Abbiamo ricercato e trovato una soluzione – spiega l’avvocato Lombardo, riferendosi anche alla collega Simonetta – ove al centro dell’interesse dei genitori è stato posto l’obiettivo di alleviare il più possibile il trauma del fallimento del rapporto di coniugio». E in tal senso va interpretato l’affido condiviso con alternanza settimanale.

In cauda venenum

Insomma, spiega il legale, una volta tanto sono i genitori a dover «indossare lo zainetto» ogni settimana, e non sono i bambini a essere sballottati.
Fonte: www.cassazione.net
Dispiace constatare che, in coda ad una vicenda così edificante ed illuminata, i legali (ce ne fossero del loro calibro etico!..) siano scivolati sulla buccia di banana della vulgata, corroborando l’alibi nefasto della magistratura anti-condiviso: la storiella risibile del bambino ping-pong.
Su questa storiella sono già stati versati fiumi d’inchiostro, tratti soprattutto dall’esperienza d’Oltralpe, e, più recentemente, dal parere pro-veritate dell’Ordine degli Psicologi, acquisito agli atti della Commissione Giustizia del Senato (Sen. Gallone): due ambienti domestici stabili non costituiscono ALCUNO STRESS per dei bambini abituati, al giorno d’oggi, a vagare per tutta la santa giornata fra scuola, palestra, piscina, parrocchia, casa dei nonni (notoriamente l’unico vero welfare italiano, per dei genitori entrambi lavoratori, i quali sono costretti a lasciare la casa familiare DESERTA dalle 7:30 del mattino alle 7:30 di sera…); per non parlare dell’eventuale seconda casa del weekend…
Ma no: ecco che per i nostri giudici italici della Santa Madre Bedda e Addolorata, i nostri piccoli nomadi restano scioccati solo ed appena mettono piede a casa del papà…