Mancano i presupposti di pericolosità e gravità della condotta

Non scattano le manette per violenza privata al padre separato che vuole energicamente un colloquio con il figlio a scuola, visto che mancano i presupposti di pericolosità e gravità della condotta, la quale non lede l’integrità della vittima. 
Lo ha sancito la Corte di cassazione che, con la sentenza n. 19264 del 3 maggio 2013, ha respinto il ricorso del Procuratore della Repubblica di Novara contro la decisione del Tribunale che ha bocciato la richiesta di convalida dell’arresto nei confronti di un padre separato per il reato di violenza privata.
Il 50enne era stato indagato per avere usato la forza per impedire alla preside dell’istituto scolastico frequentato dalla figlia minore, e alla moglie separata, di opporre resistenza al fatto di sostenere un colloquio con la figlia, non propensa al colloquio stesso.
Il Tribunale ha ritenuto che non si siano configurati i presupposti di pericolosità e gravità della condotta, visto che al momento dell’intervento della polizia non era in atto un’aggressione da parte dell’uomo e i fatti sono stati semplicemente descritti dalle persone informate presenti sul luogo.
La quinta sezione penale, in linea con la Corte territoriale, ha osservato che in tale situazione la giurisprudenza esclude che si tratti di una costanza di flagranza, o quasi flagranza del reato: insomma, non sono ricorsi i presupposti di pericolosità e gravità della condotta, che non si è dimostrata lesiva dell’integrità delle vittime; oltre al fatto che l’uomo non è risultato essere un pregiudicato.
«A ciò va aggiunto, spiegano gli Ermellini – che la motivazione esibita dal giudice del merito evidenzia un apparato argomentativo logico ed esaustivo, sia per la ragione appena evidenziata che per l’effettuazione, in essa contenuta, della valutazione non solo della gravità del fatto, ma anche della pericolosità del soggetto, tale da far escludere che ricorressero i presupposti per l’arresto facoltativo: una valutazione in sé plausibile che, per tale ragione, resta comunque sottratta al sindacato della Corte di legittimità».
Fonte: www.cassazione.net