Famosi per il loro lavoro al punto tale da non poter essere ignorati, nè fuori nè dentro al loro ambiente in cui non è il corpo a dare scandalo ma le idee, loro ne hanno un paio esplosive abbastanza da rompe gli schemi.
Dolce: Non abbiamo inventato mica noi la famiglia. L’ha resa icona la Sacra famiglia, ma non c’è religione, non c’è stato sociale che tenga: tu nasci e hai un padre e una madre. O almeno dovrebbe essere così, per questo non mi convincono quelli che io chiamo i figli della chimica, i bambini sintetici. Uteri in affitto, semi scelti da un catalogo. E poi vai a spiegare a questi bambini chi è la madre. Procreare deve essere un atto d’amore….Sono gay, non posso avere un figlio. Credo non si possa avere tutto dalla vita. La vita ha un so percorso naturale, ci sono cose che non vanno modificate.
Gabbana: Come posso giurare di amare ed essere fedele ad una persona per sempre? Non ho mai creduto nel matrimonio etero o omosessuale. E’ una promessa che non si può mantenere.
Contro questi due signori si scatena un vero e proprio inferno mediatico.
Tutti gli adepti del pensiero unico della minoranza egemone per il quale, se non sei a favore di matrimoni ed adozioni gay, devi essere per forza omofobo e magari pericoloso, gli tirano addosso quello che hanno e minacciano di fare un rogo dei loro prodotti: da Sir Elton John a Ricky Martin, Martina Navratilova tutti, perfino Courtney Love hanno qualcosa da dire.
Quelli di cui i media non parlano sono quelli – e sono molti – che la pensano come i signori Domenico Dolce e Stefano Gabbana ma temono come in un regime, di essere perseguitati per avere idee diverse da quelle consentite. Noi, nel nostro piccolo, la pensiamo esattamente come Domenico Dolce e Stefano Gabbana vogliamo dirglielo, e ve lo diciamo.
Gabriele Bartolucci – Vice Presidente “Genitori Sottratti”,
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SEGUE: Lettera spedita all’Ufficio Stampa di Dolce e Gabbana
A.c.a Uff. Pubbliche Relazione D&G Srl
Per questa ragione abbiamo ritenuto giusto inviarvi copia della comunicazione predisposta.
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Non mi posso permettere di comperare qualcosa che abbia il marchio D&G. Costa troppo per me, quindi non ci penso neppure.
Eppure Domenico Dolce, Stefano Gabbana, ed io viviamo sullo stesso pianeta e molte altre cose ci accomunano con l’unica piccola e risibile differenza che quando loro si esprimono, come capita per tutte le divinità che abbiamo creato e dalle labbra delle quali pendiamo anche quando dicono o fanno cose che non attengono alla loro arte, il mondo sussulta da un capo all’altro, mentre se lo faccio io non se ne accorge nessuno.
Ecco allora schizzare sulla rete tweet che inneggiano ad un “burning party” del tipo tanto caro alla inquisizione ed a tutta quella schiera di idioti ignoranti i quali credono che bruciando le opere di qualcuno si possano cancellare anche i suoi pensieri e via: tutti in piazza a bruciare le magliette di D&G.!!
Tra qualche anno quelle sopravvissute alla notte dei cristalli, saranno esposte al MoMa oppure battute da Sotheby a forza di rilanci milionari.
Il fatto che, sia possibile fare una determinata cosa, non significa che questa sia giusta o che la si debba fare per forza; il fatto che si possa comperare la vita e che qualcuno sia disposto a venderla non è un valore della civiltà ma è una delle ragioni per cui una civiltà, giunta ad un suo culmine, inizia ad avvitarsi su se stessa e la religione, rasserenatevi, non c’entra nulla. Esattamente come la religione non c’entra nulla con le gerarchia e con il controllo sociale e politico che esse cercano di esercitare, “indossando” ideali religiosi.
Dalla unione di due uomini “naturalmente” non nasce nulla, dalla unione di due donne idem, non nasce nulla e questa non è una affermazione sessista o razzista o ..ista esattamente come non è razzismo affermare che: “i neri hanno le labbra carnose”. Lo ha detto Eddy Murphy (che mi pare sia afroamericano…) nel suo spettacolo Raw in giro per tutti gli USA nel 1987: è una constatazione.
Dobbiamo essere tutti UGUALI! altra corbelleria: siamo tutti DIVERSI e per fortuna altrimenti ci saremmo anche già estinti essendo sensibili tutti e nello stesso modo alle stesse malattie: abbiamo tutti, nel rispetto delle nostre singole identità, gli stessi diritti: questo si è vero ma non significa che abbiamo tutti il diritto di fare tutto quello che ci passa per la mente e guai a chi fiata.
Non abbiamo il diritto di calpestare i diritti degli altri: in una parola non possiamo essere egoisti e siccome a baby A di cui sopra, non glielo ha chiesto nessuno e nessuno si è curato di capire se desiderava o no essere figlio ricco, ricchissimo, ricco sfondato di una sequenza di esperimenti di biologia molecolare e di sofismi legali oppure di una squallida famiglia normale con uno squallido padre ed una squallida madre, e squallidi nonni che poi magari, quando i genitori si separano perché questa, ragazzi miei, è la regola mentre l’eccezione è che restino insieme, magari i nonni non li vede più.
Noi abbiamo questo problema dell’ignoranza che ne ammazza più del femminicidio e non ci abbiamo provato neppure a risolverlo ma vogliamo incrementare il livello di difficoltà del gioco a cui stiamo giocando, inserendo anche l’egoismo tra le cause dei nostri guai presenti e futuri. “Qui prodest?”
Stefano Dolce e Domenico Gabbana credo che abbiano voluto dire questo e come diceva il mio professore di filosofia, parlando di Spinoza il treno è libero di correre sui binari ed in una direzione, non è libero di andare dove gli pare: se esce dai binari non è che va da qualche altra parte, deraglia e basta e così è l’uomo: si possono costruire nuovi binari e nuove stazioni, così da comprendere prima, dove si andrà a finire, e poi domandarci se davvero ci vogliamo andare.
Perché due persone non possono amarsi liberamente ed essere riconosciuti come una coppia? perché è immorale? e davanti a chi? per le reversibilità dell’Inps sicuramente si.
Io non capisco e neppure devo magari, perché chi ha fatto della diversità una bandiera voglia ora che siano gli altri, tutti quelli rispetto ai quali si è sempre dichiarato diverso per scelta cultura e costumi a riconoscerlo uguale a loro; mi vengono in mente le rose di Oscar Wilde per le quali tutti i fiori del giardino avrebbero dovuto essere rose ed essere rosse oppure sarebbero stati egoisti!.
Le condizioni cambiano d’accordo ed il diritto e la società ne devono tenere conto, ma sempre e fino alla misura in cui questi cambiamenti la preservino e, se possibile la migliorino: non è un fatto etico la società non “deve” essere buona per legge: deve essere buona ossia realizzare il bene della maggioranza dei suoi componenti sennò cessa di esistere.
Per cui avanti ragazzi, avanti così! Io continuerò, come sempre, a “boicottare” D&G come ho sempre fatto, non avendo i soldi per permettermi le loro “creazioni”, non brucerò i CD di Elton John che ogni tanto ascolto e ringrazio per non essere mio padre, e continuerò a pensare che Courtney Love avrebbe bisogno di farsi qualche doccia in più…ma questa appunto è una mia opinione: mica la voglio lavare per forza.
Gabriele Bartolucci
3248624923
Vice Presidente “Genitori Sottratti“,
Associazione di genitori separati per la Bigenitorialità e la Tutela dei Minori – www.genitorisottratti.it


Massimo rispetto per DolceEGabbana che ancora una volta dimostrano di avere un loro pensiero che va oltre i comunicati da copertina e da spot gay che tanti soldi e potere muove. Avere figli non e' e non puo' essere una questione dove il principio del fine giustifica il metodo; Invece a vergognarsi,a mio avviso, dovrebbe essere Elton John che pensa di comprare tutto,anche i figli….
Giuseppe Pasqui segr.ass.OdV Genitori Soottratti (Bo)